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Bilancio bocciato

Acque agitate nel porto di Venezia

di Redazione Port News

Bocciato il bilancio consuntivo dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale, che presentava oltre 25 milioni di avanzo di amministrazione di parte corrente e che aveva incassato il parere favorevole tanto del Collegio dei Revisori dei Conti quanto dell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare. A esprimere il voto contrario in Comitato di Gestione sono stati i due rappresentanti della Regione e della Città Metropolitana di Venezia, Maria Rosa Anna Campitelli e Fabrizio Giri.

Subito dopo, nel corso di una conferenza stampa, il presidente dell’AdSP Pino Musolino ha reagito duramente all’accaduto: «Chiudiamo con un avanzo di parte corrente di 26 milioni e 200 mila euro e un utile di 10,5 milioni di euro mentre l’anno scorso avevamo fatto un record con rispettivamente 28 e 13,5 milioni. Si tratta dei risultati più alti dall’adozione della legge 84/94 che siano arrivati senza operazioni straordinarie, come la cessione delle quote di VTP avvenuta nel 2016».

Musolino ha poi avuto gioco facile nel ricordare la situazione trovata al suo arrivo: «Nel 2017 questo ente aveva 163 milioni di debiti, ora quasi dimezzati a circa 80. Abbiamo fatto investimenti per 200 milioni di euro. Davvero non capisco il perché dei voti contrari, che peraltro non sono stati motivati così come invece prescrivono le normative. Di questo chiederò conto a chi di dovere».

Ai membri del Comitato tutta la documentazione è pervenuta con dieci giorni di anticipo. Un periodo congruo durante il quale non è arrivata nessuna richiesta di chiarimenti: «Per colpire me si colpisce il porto e i suoi lavoratori» ha accusato Musolino.

Non è la prima volta che quest’ultimo è costretto a scontrarsi con i rappresentanti del proprio Comitato di gestione. L’anno scorso il bilancio consuntivo dell’Ente è stato approvato dopo non poche difficoltà, grazie all’assenza del rappresentante della Regione Veneto e all’astensione di quello della Città Metropolitana di Venezia. «Che posso dire? In questo Paese fare bene il manager che gestisce i porti è diventato una colpa gravissima!» ha chiosato su Linkedin lo stesso presidente.

In giornata è arrivata anche la levata di scudi di Federagenti: «Andando avanti di questo passo, non vorremmo essere costretti a interrogarci su chi fra i 15 presidenti dei porti italiani, sedi di Autorità di Sistema Portuale, riuscirà a concludere il suo mandato senza essere colpito o affondato da “mozioni di sfiducia” o da provvedimenti giudiziari» ha dichiarato il presidente Gian Enzo Duci.

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