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Decarbonizzazione e nuove sfide

Armatori, preparatevi a investire!

di Redazione

Le compagnie armatoriali dovranno investire 3,4 trilioni di dollari per rinnovare ed espandere la flotta di qui al 2050.  Lo ha rivelato il presidente non esecutivo di Clarksons Research, Martin Stopford, partecipando ad un webinar organizzato da Capital Link nel corso del quale ha mostrato i risultati di uno studio realizzato ad aprile del 2020.

Stopford ha spiegato che per essere compliant con le nuove esigenze in materia di decarbonizzazione i carrier dovranno spendere 2,2 trilioni di dollari per il rinnovo del parco navi esistente. Altri 1,2 trilioni serviranno invece per ampliare le flotte e far fronte all’aumento dei volumi di merce trasportati via mare previsto per i prossimi anni.

Le containership e le navi bulker spenderanno ciascuno il 15% della somma totale indicata, mentre per rinnovare ed espandere le gas tanker occorreranno circa 340 milioni di dollari, il 12% della cifra. Le navi tanker spenderanno un altro 6% del totale.

Le proiezioni di Clarksons si basano su uno scenario caratterizzato da una crescita moderata dei traffici e dalla previsione che le emissioni di Co2 emesse dalle navi passeranno dalle 900 milioni di tonnellate del 2008 alle 324 milioni di tonnellate del 2050. Dato, questo, che riflette gli obiettivi dell’IMO di abbattere le emissioni di almeno il 50% entro i prossimi 29 anni.

Nel frattempo, secondo Stopford, sarà giocoforza necessario governare in modo efficiente la flotta esistente. L’analista ha spiegato come le navi costruite prima del 2020 saranno responsabili del 50% di tutte le emissioni prodotte nello shipping entro il 2050. Le navi diesel costruite dopo il 2020 rappresenteranno il 22% delle emissioni complessivamente prodotte entro il 2050, il restante 28% sarà prodotto dalle hybrid ship.

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