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Decreto Rilancio ed emendamenti

Assiterminal, fare di più per il settore

di Redazione Port News

Stabilire un congruo stanziamento, non inferiore a 80 milioni di euro, per la riduzione dei canoni concessori; prevedere la possibilità del pagamento rateizzato, sino al 2021 compreso, di quelli residui determinati al netto delle riduzioni; chiedere a ciascuna AdSP di verificare, in contraddittorio con il Concessionario, l’equilibrio economico e finanziario sotteso a ciascuna concessione, garantendo se necessario un congruo prolungamento delle stesse (non inferiore a 24 mesi).

Messi in fila sono questi gli emendamenti al Decreto Rilancio che l’Associazione dei Terminalisti Italiani, Assiterminal, vorrebbe venissero accolti.

In una nota stampa predisposta in vista della partecipazione dell’Associazione ad una audizione in Commissione Trasporti alla Camera, il presidente di Assiterminal, Luca Becce, sottolinea come lo scenario attuale post-Covid non presenti indicatori di miglioramento. Anzi, gli effetti negativi della crisi pandemica si dispiegheranno ancora a lungo sia nel traffico merci, che sta perdendo dal 20 al 40% rispetto al 2019 (con l’unica eccezione di Gioia Tauro), sia in quello passeggeri (con previsioni per il primo semestre di perdite superiori al 70% e la cancellazione di 2800 scali marittimi).

In questo contesto, Becce fa presente come le ultime disposizioni in materia (inserite all’art. 199 del DL 34/2020) non siano sufficienti né adeguate, soprattutto laddove si “prevede il limite complessivo di 10 milioni per far fronte alla riduzione dei canoni riguardante tutti i terminal operator e le imprese portuali interessate”.

Anche la sospensione temporanea, per un breve periodo,  del pagamento dei canoni concessori ed autorizzativi prevista nel Decreto Cura Italia risulta, a detta di Assiterminal, ” del tutto insufficiente ed inidonea a tutelare i diritti e la tenuta delle aziende portuali interessate”.

L’Associazione chiede inoltre la riduzione del costo del lavoro/cuneo fiscale o l’individuazione di strumenti di credito di imposta ad hoc per un settore che ha dovuto sostenere un  aumento dei costi per unità lavorativa pari a circa 250 euro/mese/uomo, oltre che inefficienze operative dovute a tempi dilatati nei cambi turno e al distanziamento sociale anche dell’utenza, passeggeri compresi.

Tra le altre richieste dell’Associazione l’azzeramento fino al 31/12/2020 delle accise gravanti sui combustibili usati dai mezzi operativi portuali; la non debenza del contributo di funzionamento per l’Autorità di Regolazione dei Trasporti per la categoria dei Terminal Operator e delle imprese Portuali; l’azzeramento del contributo per l’Autorità Garante Concorrenza di Mercato per l’anno 2020.

“Auspichiamo che quanto sopra prospettato sia condiviso dai componenti della Commissione e conseguentemente vengano apportate al testo delle norme in argomento le modifiche e/o integrazioni più idonee allo scopo”, ha detto Becce.

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