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L'inchiesta giudiziaria

Assoporti: vicini a Corsini e Provinciali

di Redazione Port News

Piena solidarietà e vicinanza al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, e al suo segretario generale, Massimo Provinciali, che sono stati interdetti dall’esercizio dell’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle autorizzazioni all’utilizzo degli accosti e dei piazzali della radice della Darsena Toscana. La manifesta il numero uno dell’Associazione dei Porti Italiani, Daniele Rossi, in un comunicato stampa diffuso poche ore fa.

«In un contesto in cui le aree portuali disponibili per i traffici sono oggetto di pressante richiesta, non stupisce che anche pochi metri quadrati siano oggetto di aggressiva contesa fra gli operatori che spesso trova il suo epilogo nelle sedi giudiziarie e la difficile mediazione cui sono chiamate le Autorità Portuali deve fare i conti con le difficoltà applicative ed interpretative di una disciplina legislativa di settore particolarmente complessa», afferma Rossi.

«A fronte di questo – ha evidenziato il presidente di Assoporti – ci sono progetti importanti per tutta la regione Toscana: l’investimento di centinaia di milioni per la realizzazione della Darsena Europa, la rimessa in funzione dei bacini di carenaggio, il porto turistico, l’accesso alle grandi navi, l’implementazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, l’avvento di Jindal che ha rilevato l’acciaieria di Piombino, tutti progetti da ascrivere alla professionalità ed alla determinazione che ha caratterizzato l’azione del presidente Corsini, del segretario generale Provinciali e di tutta la AdSP di Livorno e Piombino».

«Assoporti – ha proseguito Rossi – ritiene che il faro dell’azione della AdSP di Livorno e Piombino non possa che essere stato sempre la legittimità dell’azione amministrativa, l’interesse pubblico, l’economia del territorio, la salvaguardia del libero accesso alle infrastrutture portuali, la tutela dell’occupazione e della sicurezza, la promozione dei traffici».

«Rileviamo altresì la profonda preoccupazione per la continuità della gestione delle attività in corso in uno dei più importanti porti italiani che necessitano di un presidio amministrativo operante nel pieno delle sue funzioni.  Per questi motivi, pur esprimendo la piena fiducia nell’attività della magistratura, auspichiamo che le misure cautelari possano essere riconsiderate e la governance di un complesso sistema portuale possa essere tutelata adeguatamente».

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