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Emendamento al DL Rilancio

Autoproduzione, è di nuovo scontro

di Redazione Port News

Si infiamma nel mondo dello shipping il dibattito sulla possibile limitazione all’uso dell’autoproduzione.  Ad accendere la miccia questa volta è un emendamento al Decreto Rilancio che mira a circoscrivere la possibilità per gli armatori di autoprodurre le operazioni portuali con proprio personale solo nei casi di indisponibilità degli articoli 16 o 17.

La proposta di modifica, presentata nei giorni scorsi dal Partito Democratico, introduce inoltre l’obbligo in capo agli stessi armatori di imbarcare personale aggiuntivo per le svolgimento di queste operazioni, e stabilisce un canone giornaliero da 1.500 euro per l’esercizio dell’autoproduzione.

Alle confederazioni armatoriali (Confitarma e AssArmatori) una simile previsione proprio non piace perché  «non si regolerebbe il diritto all’autoproduzione come sostengono i sindacati, ma lo si negherebbe del tutto, facendo tornare i porti italiani indietro di 25 anni, se non addirittura ad una fase antecedente anche all’entrata in vigore della legge antitrust nazionale (287/1990), il cui articolo 9 enuncia il diritto all’autoproduzione qualificandolo come un diritto soggettivo perfetto nell’ipotesi in cui l’operatore economico intenda offrire a se stesso, attraverso personale e mezzi propri, un servizio fornito in regime di riserva legale».

Per le associazioni sindacali, invece, «l’emendamento al DL Rilancio non vieta l’autoproduzione delle operazioni portuali da svolgere sulle navi, ma ribadisce la necessità di regole e criteri chiari per far cessare lo sfruttamento dei marittimi chiamati ad operare, oltre che nella fase di navigazione, anche in quella di carico e scarico delle merci, che sono state oggetto di due scioperi nazionali. Una pratica che si è resa responsabile di molti infortuni, alcuni mortali».

Le stesse hanno poi aggiunto che «queste regole si rendono necessarie anche per far cessare i problemi di regolazione del mercato, insorti per interpretazioni e applicazioni diverse della norma da parte delle Autorità di sistema portuale, generando significative differenze tra un porto e un altro».

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