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Il dramma dei blank sailing

California: porti sotto stress

di Redazione Port News

I blank sailing continuano a essere una fonte di preoccupazione costante per i principali porti della California. Oakland, Long Beach e Los Angeles, hanno infatti visto ridursi, anche notevolmente, i volumi di traffico movimentati a causa della riduzione delle toccate nave.

Pur di contenere le perdite causate dalla stagnazione della domanda di trasporto marittimo di container, molti liner si sono visti costretti a cancellare alcuni scali o addirittura interi servizi lungo le rotte transpacifiche, mettendo in difficoltà gli scali portuali della west coast americana.

Il porto di Long Beach ha movimentato ad aprile 519,730 TEU, riportando un decremento del 17,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I volumi in import sono calati del 20,2%, a 253,540 TEU, mentre quelli in export sono diminuiti del 17,2%, a 102,502 TEU.

La situazione non migliorerà nei mesi successivi, visto che tra aprile e giugno sono state annunciati 16 ulteriori blank sailing. Nel primo trimestre dell’anno, il porto di Long beach e quello vicino di Los Angeles hanno registrato complessivamente 61 cancellazioni.

Nella California settentrionale, il porto di Oakland ha invece chiuso il quarto mese dell’anno con un leggero aumento dei volumi (+1,4% rispetto ad aprile 2019), ma i blank sailing annunciati fino a giugno impatteranno negativamente sui volumi di traffico, riducendo le vessel call schedulate di un buon 11%.

Con riferimento a Los Angeles, i dati aggiornati diffusi la scorsa settimana dalla locale Autorità Portuale mostrano come nel primo quadrimestre il porto abbia complessivamente movimentato poco meno di 2,5 milioni di TEU, riportando un calo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel solo mese di aprile il calo è stato del 6,5% (689.000 TEU).

Lo scalo ha perso circa 10.000 TEU per ogni scalo cancellato. Tra maggio e giugno sono stati già annunciati ulteriori 28 blank sailing.

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