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L'impasse del Canale di Suez

Cambi di rotta nel traffico rinfusiero

di Redazione

Il disincaglio della Ever Given non ha contribuito a risolvere, almeno per il momento, il problema dell’ingorgo venutosi a creare in entrambe le direzioni del Canale di Suez.

Sulla base dei dati forniti da Lloyd’s List Intelligence, diverse bulk carrier provenienti dagli Stati Uniti D’America hanno deciso fare rotta verso Capo di Buona Speranza mentre si trovavano in navigazione nel bel mezzo dell’Atlantico, decidendo così di evitare l’imbottigliamento del passaggio che collega il Mar Rosso al Mar Mediterraneo.

In particolare, dal 24 marzo scorso quattro unità di classe panamax avrebbero deciso di circumnavigare l’Africa: la Ledra, 84.000 tonnellate di stazza, partita nei giorni scorsi da La Place (USA), dove aveva fatto rifornimento di grano, ha deciso di allungare la navigazione di una settimana per raggiungere il porto di Singapore.

Un’altra nave rinfusiera, la BBG Guingang, rifornitasi di carbone a Baltimora e diretta a Jintang (Cina), ha fatto la stessa scelta. Anche le unità Katerina e Xi Jiang Jue, entrambe provenienti da Reserve (USA) e dirette rispettivamente a Singapore e a Nansha (Cina), risultano aver intrapreso la via di navigazione più lunga, in considerazione del fatto che dopo cinque giorni di chiusura si è venuta a creare in entrambe le direzioni di marcia del Canala una coda di 429 navi.

Secondo il chief analyst di BIMCO, Peter Sand, le navi panamax che lasciano l’America per i mercati di destinazione finale, considerano l’ipotesi Cape of Good Hope come una possibilità percorribile al 50%.

Da New Orleans a Qingdao, in Cina, ci vogliono 49,5 giorni di navigazione a 12 nodi via Suez, 35,2 giorni attraverso Panama e 54 giorni via Good Hope.

 

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