Si inasprisce la disputa attorno alla gestione del Canale di Panama. La società di Hong Kong CK Hutchison ha comunicato di aver avviato una procedura di arbitrato internazionale contro il governo panamense, in risposta alla sentenza della Corte Suprema del 29 gennaio scorso.
Come noto, in quella sentenza la Corte Suprema di Panama aveva dichiarato incostituzionale il quadro giuridico che permetteva alla Panama Ports Company (PPC), controllata dal colosso di Hong Kong CK Hutchison, di gestire i porti di Balboa e Cristóbal, annullando di fatto le concessioni demaniali rilasciate nel 1997 in favore della conglomerata cinese.
La disposizione ha suscitato forti critiche da parte della Cina, che ha accusato Panama di aver prestato il fianco alle pressioni egemoniche degli Stati Uniti d’America. Da parte sua, CK Hutchinson ha dichiarato che continuerà a consultarsi con i propri legali, riservandosi anche la possibilità di adire ulteriori azioni legali nelle opportune sedi nazionali e internazionali.
Per evitare interruzioni nei flussi di traffico, il governo panamense ha inatnto affidato temporaneamente la gestione dei due porti ad APM Terminals, del grippo Maersk.
La nuova disputa legale getta pesanti ombre anche sulla procedura di vendita da 23 miliardi di dollari del portafoglio portuale globale di CK Hutchison, che è sul mercato dallo scorso anno.
Se l’arbitrato internazionale contro Panama dovesse fallire, CK Hutchison potrebbe essere costretta a svendere i propri asset o a ritirare l’offerta, segnando un precedente storico nel declino dell’influenza commerciale di Hong Kong sulle rotte marittime globali.