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Il carrier chiude un ottimo trimestre

CMA CGM, il 2021 è l’anno della svolta

di Redazione Port News

CMA CGM ha chiuso il primo trimestre riportando ricavi per 10,7 miliardi di dollari, con un incremento del 49,2% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

Sebbene la crescita annuale vada letta alla luce di quanto accaduto nel 2020, l’annus horribilis della crisi pandemica, la compagnia ha totalizzato in appena tre mesi un terzo di quanto guadagnato l’anno scorso.

L’EBITDA ammonta a 3,2 miliardi di dollari mentre i profitti sono pressoché raddoppiati rispetto a quelli realizzati tra gennaio e marzo del 2020, raggiungendo quota 2,1 miliardi di dollari.

Il carrier punta ora a rafforzare la propria posizione grazie ad un ambizioso piano di espansione sia della flotta navale che di quella aerea. Dopo aver aggiunto al proprio parco navi portacontainer da 23.000 TEU di nuova generazione, tutte alimentate a GNL, il gruppo francese ha anche acquisito una propria divisione aerea formata da quattro Airbus A330-200.

Secondo Rodolphe Saadé, la domanda di trasporto marittimo continuerà a crescere per tutto l’anno. “In questo contesto, la complementarità tra i nostri servizi di collegamento via mare e quelli logistici offerti da Ceva Logistics acquisirà un rilievo particolarmente strategico” ha detto.

Saadé sostiene inoltre che il 2021 continuerà ad essere caratterizzato dai problemi di congestione dei porti e dalle indebiti pressioni esercitate sulla catena logistica globale dall’aumentata domanda di mercato.

Per questo motivo CMA CGM ha incrementato la propria capacità di stiva del 12,9% su base annuale, introducendo nuove navi, in particolare le 23.000 TEU alimentate a GNL, di cui sei già consegnate e tre in previsione di consegna nella parte restante dell’anno.

Il Carrier ha inoltre cercato di far fronte al noto problema della carenza di container, provvedendo ad ordinare 330.000 nuovi container.

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