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Colonial Pipeline torna operativa

di Redazione Port News

La Colonial Pipeline è tornata in piena operatività. Venerdì scorso, il network di 8.850 chilometri di condutture che garantisce quasi metà degli approvvigionamenti di carburanti della East Coast degli Stati Uniti, era stato messo fuori uso a causa di un attacco informatico.

Lo shutdown dell’oleodotto, e l’impatto che ha avuto sulle rate di nolo delle navi cisterna, schizzate in poche ore da 10.000 a 20.000 dollari al giorno, aveva spinto Washington a considerare nei giorni scorsi la possibilità di sospendere il Jones Act, la legge federale che impone l’impiego di navi battenti bandiera stelle e strisce nei traffici tra un porto statunitense e l’altro.

L’obiettivo? Assicurare l’approvigionamento di carburanti nella East Coast in caso di chiusura prolungata della pipeline.

Colonial Pipeline trasporta più di 100 milioni di barili di fuel al giorno, per lo più diretti verso le aree di consumo di Houston, Texas e New York. A causa della momentanea sospensione delle attività dell’oleodotto, molte città nella parte sudorientale degli USA, tra cui Atlanta, Georgia, Charlotte e North Carolina, hanno registrato un’ondata di panico tra i consumatori, che hanno assalito le poche stazioni di servizio ancora attive. Ora la situazione dovrebbe tornare alla normalità.