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Effetto Covid-19

Container: import USA a picco

di Redazione Port News

La crisi attivata dal Coronavirus e dalle misure restrittive adottate per arginarne la diffusione ha fatto letteralmente crollare l’import statunitense dei volumi di container, con un risultati pessimi per gli scali portuali che si affacciano sull’Atlantico e addirittura disastrosi per quelli bagnati dall’Oceano Pacifico.

A riportare nero su bianco la pesante situazione congiunturale è Blu Alpha Capital: nel solo mese di marzo, i porti della east coast hanno sbarcato 688 mila TEU, l’11,6% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Complessivamente, nel primo trimestre i container in importazione sono calati del 3,1%, a 2,251,459 TEU.

Nei dati riportati da Blue Alpha Capital e ripresi dai media internazionali, il porto che fino a ora ha retto meglio l’impatto Covid-19 è quello di New York/New Jersey, che lo scorso mese ha fatto registrare un calo di appena l’1,3% (a 279.358 TEU sbarcati), mantenendo nel trimestre volumi pressoché identici rispetto a gennaio-marzo 2019 (902.903 TEU importati).

Sulla costa occidentale la situazione è risultata ben più pesante, per via dell’alta concentrazione di merce importata dalla Cina. I container sbarcati dai porti della west coast sono calati del 17,7% a marzo (fermandosi a quota 605,895 TEU) e del 12,9% nell’intero trimestre (2.195.181 TEU).

Il porto peggiore, quello di Los Angeles, che nel terzo mese dell’anno ha perso il 25,9% dei container importati (-15,8% nel primo trimestre).

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