Il mercato dei container si sta muovendo verso una nuova fase di sovraccapacità. Lo afferma Sea Intelligence nel suo ultimo report, sottolineando come l’offerta di stiva raggiungerà probabilmente il suo picco nel 2027, a un livello mai visto dal 2016, anno durante il quale si è scatenata l’ultima guerra dei prezzi tra le società armatoriali.
La consultancy firm ha condotto un’analisi approfondita, confrontando i livelli di offerta di stiva con le previsioni di crescita della domanda di container, e tenendo conto nella propria analisi di fattori chiave quali l’impatto dei problemi di congestione portuale, l’assorbimento di capacità dovuto alla crisi del Mar Rosso, e l’andamento del mercato delle demolizioni.
Sea Int. prevede che la crisi del Mar Rosso si rivolva entro la metà del 2026, anno a partire dal quale le navi torneranno probabilmente a transitare da Suez piuttosto che dal Capo di Buona Speranza. L’accorciamento delle distanze di navigazione lungo le rotte est-ovest avrà come effetto plausibile quello di liberare un’enorme quantitativo di capacità, oggi assorbito dai transiti più lunghi lungo la rotta africana.
La proiezione, tuttavia, è soggetta a notevoli incertezze e dipende dalla previsione di un aumento delle attività di demolizione navale a partire dal 2026, con l’eliminazione del 13% delle unità navali con più di 20 anni sulle spalle.
Anche la tempistica su una risoluzione della crisi del Mar Rosso rimane una variabile critica; una crisi prolungata continuerebbe ad assorbire capacità e ad attenuare una parte dell’eccesso di offerta. Al contrario, l’attuale guerra commerciale statunitense presenta un chiaro rischio al ribasso per la domanda, mentre l’emissione di ulteriori nuovi ordini di navi potrebbe ulteriormente aggravare la futura sovraccapacità.