Il settore dello shipping globale registra segnali contrastanti. Per la seconda settimana consecutiva, il Drewry World Container Index (WCI) segna il passo, perdendo l’1% e assestandosi a 2.232 dollari per container da 40 piedi (FEU). A pesare sull’indice è soprattutto il rallentamento della rotta Asia-Europa, dove la debolezza della domanda sta annullando i tentativi dei vettori di alzare i prezzi.
Sulla tratta Shanghai-Genova, le tariffe sono crollate dell’8% (a 3.071 a FEU), mentre quelle verso Rotterdam sono diminuite del 4% a 2.147 dollari. Secondo il Container Capacity Insight di Drewry, i vettori hanno annunciato solo tre partenze annullate (blank sailings) per la prossima settimana, indicando una scarsa riduzione della capacità effettiva
In controtendenza, si registra un balzo a doppia cifra per le rotte Transatlantiche. In un mercato solitamente stabile, i prezzi sono schizzati del 15%, raggiungendo i 2.326 dollari per container. Qui la strategia dei vettori è stata più aggressiva: una combinazione di tagli alla capacità e l’introduzione, dallo scorso 15 aprile, di un nuovo supplemento per l’alta stagione (PSS) da 1.100 dollari per container ha gonfiato i rendimenti in questo trade.
Segnali di ripresa arrivano anche dal trade transpacifico, dove i noli da Shanghai a Los Angeles sono cresciuti del 4% (a 2.934 a FEU), spinti da una gestione rigorosa della capacità che prevede ben nove cancellazioni di viaggi per la prossima settimana. Stabili invece i prezzi verso New York.
Secondo gli analisti di Drewry, il mercato si avvia verso una fase di stabilità relativa: per la prossima settimana si attende una minore volatilità dei noli, a patto che l’equilibrio tra domanda e offerta non venga scosso da nuove escalation geopolitiche.
Le continue tensioni in Medio Oriente continuano a disturbare le operazioni intorno allo Stretto di Hormuz, causando condizioni di ristrettezza e movimenti limitati delle navi nella regione. Sebbene i prezzi del carburante navale (bunker) rimangano elevati rispetto ai livelli pre-conflitto, si sono attenuati rispetto ai recenti picchi. Di conseguenza, le pressioni sui costi legati al carburante persistono, ma non sono sufficienti a compensare la più ampia pressione al ribasso sulle tariffe di nolo causata dalla debolezza della domanda.