News

Il report di Sea Intelligence

Container, 2° trimestre in utile

di Redazione Port News

I big carrier attivi nel trasporto marittimo dei container hanno saputo ben governare la nave nel mare in tempesta, facendo registrare nella stragrande maggioranza dei casi una buona crescita del fatturato e, soprattutto, un recupero della redditività operativa (EBIT).

A certificarlo è SeaIntelligence, in un report in cui riporta come i grandi armatori del settore abbiano chiuso il secondo trimestre con un profitto di 2,7 miliardi di dollari. Si tratta di una performance positiva, da imputare principalmente a una buona politica di contenimento dei costi e a rate di nolo che nel corso del periodo pandemico si sono mantenute alte grazie all’accorta gestione dei blank sailing.

L’analisi di SeaInt. registra, prima di tutto, l’ascesa di Hyundai Merchant Marine nell’empireo degli dei. Tra maggio e giugno gli utili prima di interessi e imposte del liner sudcoreano si sono attestati a 129,10 dollari per TEU, a livelli di poco inferiori rispetto ai 146,4 dollari per TEU guadagnati dal primo della classe, Hapag Lloyd, e a un tiro di schioppo dai risultati di Maersk che ha chiuso il secondo trimestre con un EBIT per TEU di 129,30 dollari.

In fondo a questa speciale classifica si trovano invece Yang Ming, OOCL e Cosco, che hanno riportato una redditività operativa di rispettivamente 18,60; 45,18 e 58,30 dollari per TEU.

«Le performance delle shipping line sono molto positive – ha sottolineato il ceo di Sea Int. Alan Murphy -, a dispetto di quanto temevamo originariamente, la crisi pandemica non ha avuto un impatto devastante sul settore. Ora ci dovremo concentrare sui risultati del terzo trimestre di tradizionale picco stagionale».

Torna su