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Mercato petrolifero in agitazione

Contango, tempesta alle spalle?

di Redazione Port News

I prezzi dei contratto future non sono ancora superiori a quelli spot, eppure nel mondo petrolifero si avverte negli ultimi giorni un certo attivismo da parte dei trader. Che dopo aver trainato la domanda di stiva nel periodo lockdown grazie all’acquisto di petrolio a prezzi di favore, si  starebbero ora preparando a un nuovo trend ribassista per il quarto trimestre.

Ad alimentare le voci di nuove speculazioni per la stagione invernale è la notizia di una nuova impennata nei noli di navi tanker per lo stoccaggio in mare di greggio e prodotti derivati. Nei giorni scorsi la compagnia petrolifera BP ha noleggiato una Very large Crude Carrier, la Gene, con la previsione di usarla come deposito galleggiante. Anche il trader di commodity Trafigura ha noleggiato all’inizio del mese ben quattro VLCC e una Suezmax con lo stesso obiettivo. In entrambi i casi si tratti di noli a breve termine, non più di sei mesi. Questo manifesta l’intenzione per i commercianti di tenere il petrolio in deposito fino a quando non potranno venderlo a prezzi più alti.

A inquietare il mercato è l’esplosione dei casi di infezione da Covid in tutto il mondo. L’arrivo dell’estate non ha frenato la violenza del virus come ci si aspettava, impattando duramente sull’economia e mettendo un freno alla domanda di carburante. A preoccupare è soprattutto il calo della richiesta dalla Cina. Negli ultimi mesi il primo importatore di oro nero al mondo aveva acquistato ingenti carichi di greggio e i porti ora sono arrivati a un congestionamento. Per questo, molti investitori si aspettano un rallentamento per i prossimi mesi.

Nel tardo pomeriggio di ieri, la quotazione del WTI è scivolata da quota 38 dollari a quota $37, mentre quella del Brent ha abbandonato gli oltre 40 dollari per riportarsi poco sopra i $39.  La via ribassista presa dalle quotazioni allarma gli operatori.

Se il trend dovesse continuare per il quarto trimestre e se davvero la domanda di carburante nel 2020 dovesse diminuire di 9,1 milioni di barili al giorno, così come preventivato dai Paesi Membri dell’OPEC+ allora potrebbero verificarsi le stesse condizioni viste durante il periodo di lockdown. Il mercato potrebbe cioè rientrare in super-contango e il ruolo dello stoccaggio tornerebbe allora a essere nuovamente fondamentale.

Nella prima settimana di settembre risultavano immagazzinati a bordo di 209 navi tanker circa 261,8 milioni di barili di prodotti puliti e sporchi. I valori non sono poi molto inferiori a quelli registrati a fine giugno, quando risultavano stoccati su 274 navi tanker circa 310 milioni di barili.

I trader potrebbero insomma decidere di ballare nuovamente il contango in previsione di un inverno che si preannuncia difficile. Comprare oggi vuol dire innanzitutto preoccuparsi di tenere l’olio in storage per un certo periodo di tempo e vendere domani provando a fissare un prezzo più alto nel mercato dei futures.

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