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La posizione di Spediporto

Coronavirus, un danno lo stop ai voli

di Redazione Port News

«Con lo stop ai voli passeggeri da e per la Cina, bloccati con provvedimento delle autorità sanitarie italiane, in realtà si assesta un durissimo colpo all’export italiano di merci che usa il cargo aereo e non la nave». Il Commento preoccupato è del presidente di Spediporto, Alessandro Pitto.

«La tutela della salute è doverosa e importantissima, e ovviamente ha precedenza su tutto, ma certi provvedimenti dovrebbero essere oggetto di più profonda valutazione», ha continuato Pitto, che ha sottolineato come soltanto circa il 2% delle merci viaggi in areo su voli passeggeri. Una piccola percentuale, vero, ma si tratta per lo più di prodotti pregiati con un valore pari al 35% del totale.

Secondo il DG di Spediporto, Giampaolo Botta si tratta di un provvedimento questo che ha, nella sostanza, due effetti devastanti, impedendo da una parte alle merci di essere regolarmente trasportate via aerea da aeroporti italiani («noi siamo l’unico Paese a farlo nel resto d’Europa dove il trasporto cargo è stato addirittura potenziato»), dall’altra, obbligando le aziende italiane a utilizzare HUB aeroportuali stranieri e compagnie straniere che hanno subito alzato  le loro tariffe, con aumenti anche del 400%.

L’Associazione sottolinea come fino a ieri trasportare un kg di merce via aerea costasse mediamente 0.9euro/kg, oggi costa 4 euro/kg. Per Pitto il danno che sarà recato al settore non solo  comprometterà la crescita, ormai costante del settore, ma metterà a rischio investimenti ed occupazione.

A essere interessati dal provvedimento di interdizione oltre a quelli cinesi  sono anche gli aeroporti di Macao, Hong Kong e Taipei, vale a dire i principali Hub aeroportuali dopo quelli cinesi. Un danno enorme all’economia e all’export italiano.

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