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I dati del “Fedespedi Economic Outlook”

Covid, i porti italiani reggono l’urto

di Redazione

Il Centro Studi di Fedespedi ha pubblicato il 17° quadrimestrale di informazione  economica “Fedespedi Economic Outlook” con dati e previsioni sul contesto macroeconomico (Pil, commercio internazionale, ecc.) oltre agli ultimi dati sull’import-export italiano, le tendenze nello shipping internazionale, il traffico attraverso le alpi, il traffico aereo cargo e l’andamento dell’immobiliare logistico.

Nel report si evidenzia la grande incertezza che caratterizza l’attuale fase economica. Alle preoccupazioni circa l’andamento dell’epidemia del Covid-19, i cui effetti sulla nostra economia e su quella internazionale sono stati molto gravi, fanno da contraltare, tuttavia, previsioni positive di crescita per il 2021:

La WTO stima la flessione del commercio mondiale 2020 al -5,3% (Europa -8% – USA -8,5%), dato nettamente migliore rispetto alle previsioni. La crescita del volume degli scambi nel 2021 è prevista al +8%;

Nel I trimestre 2021, il commercio estero italiano verso i Paesi Extra UE mostra segni di ripresa, con un + 0,7% delle esportazioni e un +1,9% delle importazioni sul 2019. Ottime le performance del mese di marzo, che ha visto una crescita delle esportazioni, su marzo 2020, del +23,1% e delle importazioni del +35%. Sempre nel I trimestre 2021 è significativa, dopo la Brexit, la flessione dell’interscambio con la Gran Bretagna: export -12,7% e import -23,3%.  Rilevante anche la flessione degli scambi con gli Stati Uniti (export -13,4% e import -11,1%). Forte, invece, la crescita dell’export verso la Cina (+43,3%), ulteriore sintomo del ritorno alla normalità del gigante asiatico.

SHIPPING

Secondo le ultime stime, il traffico mondiale di container nel 2020 dovrebbe collocarsi intorno ai 174 milioni di Teu con un -1% rispetto al 2019 (Dynaliners). Nei primi due mesi del 2021, il traffico marittimo globale è cresciuto del +9,2% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del +5,7% rispetto al primo bimestre 2019;

I principali porti italiani nel 2020 hanno movimentato 10,68 milioni di Teu, lo 0,8% in meno rispetto al 2019. Una diminuzione contenuta rispetto alla crisi complessiva del Paese; tuttavia, va osservato che il volume di container movimentato dai nostri porti non varia in modo significativo da anni, oscillando su valori di poco superiori ai 10 milioni di Teu. I porti del Mediterraneo (non italiani) hanno movimentato complessivamente 32,2 Mio.Teu con un aumento del +2,6% rispetto al 2019 (Tanger Med +20,8%, diventato ormai il maggiore scalo del Mediterraneo). Nello stesso periodo, i porti del North Range hanno evidenziato una flessione dei loro traffici del -3,1%, con 43,8 Mio.Teu movimentati; la movimentazione nei primi 30 porti a livello mondo nel 2020(415,7 Mio.Teu totali) ha subito una flessione del -1,0% rispetto al 2019.

Nel 1° trimestre del 2021 si registra una forte rispesa dei traffici (+13,5%), trainata dai porti cinesi e statunitensi. Più sfaccettata la situazione in quelli mediterranei, che risentono della più difficile situazione economica dei Paesi europei. Per quanto riguarda i porti italiani, nel I trimestre 2021 il traffico è rimasto sostanzialmente invariato (c.a. 1,3 Mio.Teu). In calo Genova (-8,6%) Livorno (-7%); bene invece Trieste (7,8%) e La Spezia (6,1%). Nel I bimestre stabili o in moderato calo Napoli (-0,5%) e Salerno (-1,8%);

Non brillano le performance dei porti Italiani secondo il Port Liner Shipping Connectivity Index (PLSCI) 2020, ranking di UNCTAD che misura il grado di connettività di quasi 1.000 porti container nel mondo. Queste le prime 5 posizioni: Gioia Tauro (35°), Genova (44°), La Spezia (74°), Trieste (105°), Livorno (145°).

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