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Crisi cambio equipaggi

Marittimi indiani in sofferenza

di Redazione Port News

Un milione e mezzo. Tanti sono i marittimi nel mondo. 80.000 sono indiani. Il 30% di questi si trova oggi a casa, in attesa di capire se e quando potrà mai rimbarcarsi, un altro 60% si trova a bordo con contratti ancora validi. Il restante 10% è rappresentato da chi sta continuando a lavorare con i contratti scaduti.

La nuova ondata Covid che ha travolto l’India rischia di creare nuovi disagi ai molti seafarer indiani. Le Filippine sono stati l’ultimo Paese, in ordine di tempo, ad aver cancellato i voli dall’India, non permettendo lo sbarco dei seafarer filippini e di quelli stranieri che nei precedenti 14 giorni avessero messo piedi nel Paese di Gandhi.

Singapore, Giappone, Australia e molti Paesi Europei hanno preso decisioni analoghe. L’India è il quarto più grande fornitore di seafarer dopo Cina, Filippine e Russia. Le quattro nazioni rappresentano la metà della forza lavoro attualmente impiegata a bordo delle navi.

In 200.000 si trovano al momento nella condizione di dover lavorare con contratti scaduti da tempo.

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