L’analisi dei bilanci 2025 di Carnival Corporation (CCL) e di Royal Caribbean Group (RCG), mostra un andamento molto positivo del settore crocieristico sia in termini economici che statistici.
Vale la pena ricordare che i due gruppi rappresentano oltre il 59% dell’offerta globale in termini di posti letto (il 38% in termini di numero di navi) e occupano rispettivamente la prima e la seconda posizione del ranking mondiale, con CCL che ha una quota di mercato di quasi il 36%. Unitamente a MSC e Norwegian Cruise Line Holdings (NCLH), detengono circa l’80% dell’offerta complessiva.
I ricavi di CCL e RCG in totale sono stati di 44.6 miliardi di dollari (+7.3% y-o-y), mentre l’EBIT è stato di 9.4 miliardi. Le entrate originate dalle spese onboard sono cresciute di quasi un punto percentuale in più rispetto a quelli generate dalla vendita dei biglietti. Sul fronte dei costi c’è stato un significativo calo (-6.7%) per i carburanti ed un contenuto aumento per tutte le altre tipologie di spesa (ad es. quelle legate alle commissioni, ai trasporti, al cibo, agli stipendi ed al marketing), fatta eccezione per gli ammortamenti.
Entrambi i gruppi nel 2025 hanno trend positivi in tutti i trimestri, con il tradizionale picco di entrate in Q3.
I ricavi per passeggero/giorno (APCD), seppur a valore nominale, sono risultati essere superiori non solo a quelli del 2024 ma anche a quelli registrati nel 2019, con una variazione del +17% per CCL e del +25% per RCG rispetto a tale anno. Ciò a dimostrazione della buona resilienza del settore, che non è stato costretto, in epoca post-Covid, e come invece accaduto in altre circostanze critiche nel passato (ad esempio dopo la crisi finanziaria del 2008-2009 o dopo il naufragio della Costa Concordia), ad usare in modo massiccio la leva del prezzo per riempire le navi.
Il debito a lungo termine si è ridotto sensibilmente, passando da un picco di 53 miliardi di dollari del 2022 a 42 miliardi del 2025, con CCL che ha contribuito a questo risultato con un calo di quasi 8 miliardi nel triennio.
Sul fronte statistico, i due operatori hanno trasportato oltre 23 milioni di passeggeri (+4.5% rispetto al 2024, + 18.7% rispetto al 2019). In crescita anche i passeggeri/giorno (oltre 160 milioni di unità), mentre il tasso di occupazione delle navi (106.9%) risulta essere di poco inferiore a quello del 2019.
Il miglioramento dei bilanci consente agli operatori di diversificare le risorse, continuando a ridurre il debito, e ad investire sia su nuove navi che sulle destinazioni a terra.
Come riportato da Bermello Ajamil, infatti, le destinazioni di proprietà e quelle esclusive sono significativamente più economiche e più veloci da realizzare rispetto alla costruzione di una nuova nave, ma offrono vantaggi simili: potere di determinazione dei prezzi, spesa a bordo, soddisfazione degli ospiti ed entrate incrementali. Permettono inoltre di diversificare l’offerta in termini di durata, sostenendo crociere più brevi -e più economiche quindi- rispetto agli standard, volte ad attirare un pubblico di neofiti del prodotto. Sull’aspetto delle destinazioni private sta puntando molto RCG, che ha pianificato l’apertura di cinque nuove realtà entro il 2028.
Secondo Cruise Industry News (Orderbook di Febbraio 2026), nei prossimi dieci anni CCL prenderà in consegna 7 nuove navi (+37,800 posti letto) mentre RCG 10 (8+2) navi (+37,800 posti letto, con 2 navi ancora da definire in termini di capacità), a cui si sommano 20 navi per l’avvio dell’attività fluviale. MSC, l’operatore che attualmente si colloca al terzo posto in graduatoria per numero di letti, è destinato a mantenere la propria posizione grazie ad un consistente portafoglio ordini (14 navi per 52,000 posti letto).
L’andamento borsistico dei due gruppi al NYSE, nel periodo 3 gennaio-31 dicembre 2025, è stato ampiamente positivo sia per CCL che per RCG. Tuttavia, mentre RCG è riuscita a raggiungere i valori pre-Covid già a marzo 2024 e, a chiusura 2025, li ha più che raddoppiati, CCL, invece, rimane significativamente al di sotto dei livelli di febbraio 2020.
Le aspettative per il 2026 per entrambi i gruppi sono di aumentare ulteriormente i passeggeri trasportati ed i propri risultati economici.
Va segnalato inoltre che il 17 febbraio 2026, prima della presentazione agli investitori del bilancio 2025 da parte di NCLH (il quarto operatore del settore), il fondo di investimento Elliott (che ne detiene una quota azionaria del 10%), ha lanciato un durissimo ed inusuale attacco alla governance aziendale con l’accusa di avere pesantemente sottoperformato negli ultimi dieci anni rispetto a CCL e RCG ed invitando il Consiglio di Amministrazione della Società alle dimissioni immediate.
L’accusa riguarda l’aver operato scelte strategiche incoerenti, l’avere selezionato una leadership “atrofizzata” ed impreparata nonché l’aver praticato una scarsa disciplina dei costi (sistematicamente superiori alle indicazioni del management ed in gran parte scollegati dall’esperienza del cliente). Ciò ha portato l’azienda a perdere progressivamente redditività e, conseguentemente, anche fiducia da parte degli investitori, risultando essere uno tra i peggiori operatori nello S&P 500 negli anni più recenti, come evidenziato dalle valutazioni dei principali analisti.