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Caro Ministro ti scrivo

Dateci il modello Genova

di Redazione Port News

«La portualità nazionale sta attraversando una “tempesta perfetta” tra tagli lineari alle spese correnti, discendenti dalle norme varate con la legge di Stabilità dello scorso dicembre e l’emergenza COVID-19 che ha determinato il crollo dei traffici marittimi in modo improvviso e drammatico».

Comincia così la lettera condivisa da tutti i sedici presidenti delle Autorità di Sistema Portuali e inviata da Assoporti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

Secondo i mittenti, il Governo dovrebbe intervenire con provvedimenti urgenti per mitigare l’impatto che la crisi economica e produttiva conseguente alla emergenza sanitaria riverserà inevitabilmente sui porti.

In sintesi, tutti i manager dei porti italiani chiedono di garantire la sostenibilità dei loro bilanci trovando forme di ristoro per le entrate tributarie e demaniali perse a seguito dell’emergenza che sta determinando traffici commerciali in diminuzione, servizi passeggeri notevolmente ridotti e, per le crociere, un lungo periodo di sospensione.

Nella lettera viene ribadita inoltre l’opportunità di sperimentare in via temporanea il modello normativo utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova, nominando gli stessi presidenti commissari straordinari per la realizzazione delle opere infrastrutturali già programmate e finanziate. Per i presidenti lo strumento lo strumento consentirebbe la tempestiva realizzazione di opere per oltre un miliardo di euro, con conseguente attivazione di almeno altrettanti investimenti privati.

A stretto giro di posta è arrivata la risposta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il sottosegretario Roberto Traversi che a Port News ha dichiarato: «Il modello Genova non è a mio avviso replicabile in questo contesto. Nel capoluogo ligure c’era una necessità evidente, che era quello di ripristinare un tratto autostradale. Si trattava di ricostruire una struttura preesistente, seppur modellata diversamente, e allo scopo si è favorita sia la fase autorizzativa del progetto, che l’affidamento del bando all’esecuzione senza gara, con deroga a tutte le norme ad eccezione del diritto penale e dei vincoli inderogabili UE. Il modello Taranto potrebbe invece essere sufficiente, magari con qualche piccolo aggiustamento».

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