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Civitavecchia: quale futuro

Di sole crociere si muore

di Redazione Port News

Il porto di Civitavecchia non può più vivere di sole crociere e rotabili ma deve diversificare la propria attività.

Lo afferma il presidente dell’ Agenzia Marittima e Casa di Spedizione Ant. Bellettieri, Fabrizio Poggi, in un comunicato stampa diramato questa mattina.

Allacciandosi «ad alcune considerazioni logistico-portuali fatte in questi giorni da molti operatori del porto (si legga su questo periodico l’intervista al n.1 di CPC, Enrico Luciani, ndr)», Poggi sottolinea come «Il porto di Civitavecchia è quello che in Italia, nel Mediterraneo, sta pagando più di tutti in termini di contrazioni di traffico, perché basa il proprio core-business nei Ro/Ro e nelle crociere».

Per Poggi è necessario che il porto diventi quello snodo infrastrutturale della grande catena logistica: «Abbiamo un potenziale enorme, ancora inespresso, come porta Getaway di tutto il centro-Italia. E’ indispensabile, quindi, colmare il gap con gli altri sistemi portuali-logistici, andando a completare quelle infrastrutture portuali e retro portuali strategiche, compresi ovviamente i collegamenti come la Trasversale Civitavecchia-Orte-Terni a Nord, e a Sud con il raccordo A12-Pontina».

Per addivenire ad un vero sviluppo del porto e della logistica, Poggi auspica poi che si possano sviluppare sinergie sia a livello di cluster intermodale che a livello istituzionale con l’obiettivo di recepire i finanziamenti necessari per le infrastrutture e per creare una logistica più green.

Il presidente della Casa di Spedizione Bellettieri chiede infine che si possa creare «una cabina di regia in cui le Agenzie e Case di Spedizione siano l’anello di congiunzione tra armatori, imprese ed istituzioni».

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