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Mercato in fermento

Diminuisce la flotta inattiva mondiale

di Redazione Port News

Diminuisce progressivamente la flotta mondiale inattiva. Nelle passate due settimane sono state immesse nel mercato ulteriori 65 portacontainer, per un totale di 155.330 TEU di capacità.

Lo riporta la società di analisi Alphaliner nel suo ultimo report sull’idle tonnage. Al 14 settembre risultano inattive 163 portacontainer, di cui 21 fuori servizio per lavori di retrofitting.

Il tonnellaggio inutilizzato è passato dal milione di TEU del mese scorso agli attuali 644.293 TEU, ovvero il 2,7% della capacità di stiva mondiale. Il dato riflette l’intenzione dei carrier di noleggiare ogni nave disponibile per sfruttare il momento di mercato particolarmente favorevole, con le rate di nolo giornaliere che per le unità di piccola taglia, quelle panamax tra i 4 e i 5.000 TEU, hanno raggiunto quota 20.000 dollari, il 200% in più rispetto al market rate registrato all’inizio della crisi pandemica.

A spingere verso l’alto i noli di queste unità sono l’aumentata domanda di trasporto via mare su molte rotte, soprattutto sul trade pacifico e su quello tra l’Asia e il Sud America, e la temporanea mancanza di disponibilità della navi più grandi, da 6.000 TEU in su.

Recentemente, la Bright, nave da 2.708 TEU controllata da Peter Dohle è stata noleggiata per due/tre mesi da Maersk a 14.950 dollari al giorno. Si tratta di un nuovo record.

La compagnia danese intende usare la nave nel trade transpacifico. Far viaggiare un container da 20 piedi tra l’Asia e la US West Coast costa oggi 2.000 dollari al giorno: i guadagni per i carrier sono quindi assicurati.

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