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Le stime di Navios Maritime Partners

Grandi speranze per il dry bulk

di Redazione

La crisi economica innescata dal Coronavirus ha impattato in modo pesante sul mercato dry bulk facendo precipitare i noli delle capesize a livelli mai visti sino ad oggi, con un decremento che ha raggiunto picchi del 70% rispetto ai valori del 2019. Il Baltic Dry Index che, a dicembre dell’anno scorso, viaggiava a 1600 punti, ha toccato infatti nei giorni scorsi 433 punti, con valori non molto lontani dai 291 punti di febbraio 2016.

Ma l’impressione di molti analisti e osservatori è che sia stato ormai toccato il fondo e che ora non resti altra opzione percorribile se non quella di risalire la china.

“Per la seconda metà dell’anno ci aspettiamo una decisa inversione di tendenza. Molti paesi stanno via via emergendo dalla situazione di lockdown nella quale si erano confinati nei mesi critici per affrontare l’emergenza e questo influirà positivamente sulla ripresa del mercato dry”. Ad affermarlo è il chief executive di  Navios Maritime Partners L.P., Angeliki Frangou, durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati trimestrali della società.

Navios, compagnia di navigazione attiva sia nel mercato delle rinfuse solide che in quello del trasporto container, possiede una flotta di 48 navi, di cui 35 bulk carrier e 10 portacontainer. La società ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con una perdita netta di 10,7 milioni di dollari, in leggero peggioramento rispetto al rosso di 9,5 milioni di dollari registrato nello stesso periodo dell’anno scorso.

Ciò non ostante, il mood per il prossimo futuro rimane positivo: “Ci aspettiamo che per il 2021 il dry trade torni a crescere del 4,3%”, afferma la Frangou, che sottolinea come in questo primo scorcio d’anno la flotta delle capesize disponibile si sia già ridotta dell’1% a causa del crollo degli ordini di newbuilding e della sottrazione provvisoria dal mercato di unità mandate nei cantieri di retrofitting per l’installazione degli scrubber.

La riduzione della capacità di stiva prodottasi a causa del combinato disposto IMO 2020-Coronavirus dovrebbe quindi sostenere il mercato dry nel breve e medio periodo, contribuendo a far risalire i noli nel prossimo trimestre.

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