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Segnali di ripresa

Dry Bulk in grande spolvero

di Redazione Port News

La ripresa delle spedizioni di minerali ferrosi dall’Australia e dal Brasile e il ritorno alla piena produttività delle acciaierie cinesi stanno impattando positivamente sul mercato del dry bulk.

A ricostruire la dinamica degli ultimi giorni è la società di analisi Braemar ACM nel suo ultimo report settimanale. «La Cina  sta assorbendo ogni tonnellata di iron ore disponibile» ha dichiarato la consultancy firm, sottolineando come a maggio Pechino abbia prodotto 92,3 milioni di tonnellate di acciaio.

Intanto le spedizioni dal Barsile sono riprese al ritmo di 1 milione di tonnellate al giorno, con un tasso di crescita medio del +21% rispetto a maggio.  La conseguenza più immediata è che è aumentata la domanda delle bulker Capesize (con capacità di circa 180.000 dwt). I noli per questo tipo di navi sono di fatto schizzati alle stelle: sulla rotta C3, che collega Tubarao (Brasile) a Qingdao (Cina), sono aumentati del 163%, a 21,71 dollari a tonnellata.

Le rate di nolo tra l’Australia e la Cina sono anch’esse aumentate del 132%, a 9,74 dollari a tonnellata. A guidare la domanda delle bulker capesize sarebbe proprio il Paese dei Canguri dove alcuni produttori hanno provato a massimizzare le vendite prima della chiusura dell’anno fiscale, anticipando gli ordini schedulati per luglio.

A giugno le principali miniere australiane hanno spedito 78,7 milioni di tonnellate di iron ore, il 6% in più rispetto ai volumi di maggio.

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