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Entro il 2020 la flotta mondiale crescerà del 2,4%

di Redazione

Sulla base dei dati sugli ordinativi elaborati dalla società di consulenza Alphaliner all’inizio di quest’anno, nel 2020 la flotta mondiale crescerà mediamente del 2,4%. Entrando nel dettaglio delle dimensioni, l’incremento sarà pari al 24,7% per le mega-carrier (tra 18 e 23mila TEU), al 7,5% per le navi da 13-18mila TEU e al 5,4% per quelle da 10-13mila TEU.

Lo rivela “Port Indicators”, la newsletter semestrale frutto della sinergia tra ASSOPORTI (Associazione Porti Italiani) e SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, Centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo).

Parallelamente all’ingente immissione di capacità e crescita dimensionale, si è registrata una notevole concentrazione dell’offerta: se nel 2000 le prime 20 compagnie controllavano meno del 50% della capacità di stiva disponibile, nel 2008 questa percentuale era salita a quasi il 70% mentre a fine 2017 è arrivata al 90%. Guardando alle prime 10 compagnie, la percentuale è del 79%.

Continua inoltre a essere perseguita la strategia delle grandi alleanze – 2M, The Alliance, Ocean Alliance – che coprono ormai l’81% della capacità globale. In particolare, sulle rotte East-West controllano il 99% del traffico globale.

Il mercato si sta adattando a una fase new normal nella quale i flussi commerciali rispetto al PIL crescono più lentamente che in passato, e alla debolezza della domanda fa da contraltare una situazione di oversupply caratterizzata dalla presenza di mega-carrier (oltre i 18mila TEU). In effetti lo squilibrio tra domanda e offerta ha avuto ripercussioni sui noli, per cui la strategia del gigantismo, del consolidamento e delle alleanze contribuisce all’ottimizzazione della capacità e alla riduzione dei costi.

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