Ha destato un certo scalpore la notizia pubblicata nei giorni scorsi da Shipmag sulla decisione del Ministero delle Infrastrutture di autorizzare l’esercizio provvisorio del Bilancio di previsione 2026 sino alla data del 30 aprile 2026.
Il noto periodico di shipping ne aveva parlato alludendo alla possibilità che tale mossa rispondesse alla volontà del dicastero di commissariare di fatto i presidenti delle Port Authority, impedendo ogni forma di investimento nelle infrastrutture e facendo così in modo che i bilanci delle Adsp finissero per accumulare risorse da poter utilizzare successivamente da Porti d’Italia, la cui dotazione finanziaria iniziale si baserà in buona parte sugli avanzi non vincolati delle Autorità e su successivi trasferimenti di tasse e risorse dalla periferia alla spa.
Ieri, in una propria nota, il Dicastero di Piazza Porta Pia ha voluto replicare, sottolineando come non vi sia alcun commissariamento, né formale né sostanziale, dei porti italiani. “Si tratta esclusivamente di un passaggio tecnico-amministrativo, in linea con quanto previsto dall’ordinamento e con la prassi di questo Dicastero che nell’ambito di ogni esercizio finanziario ha da sempre autorizzato l’esercizio provvisorio in mancanza di tutti i pareri di competenza” afferma il MIT, aggiungendo come le decisioni assunte rientrino in un percorso che vede il coinvolgimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze per il rilascio del necessario parere di competenza per le valutazioni di natura economico-finanziaria a garanzia della corretta gestione delle risorse pubbliche.
“Parlare di commissariamento di fatto significa proporre una interpretazione priva di fondamento tesa solo ad alimentare confusione e allarmismo ingiustificato nel settore “si legge nella nota. “I porti – è il messaggio conclusivo- continuano a operare regolarmente, nel pieno rispetto delle norme vigenti e con l’obiettivo di garantire stabilità, sviluppo e competitività del sistema portuale nazionale”.
Nel riprendere i chiarimenti forniti dal MIT, Shipmag ha però però mantenuto le proprie riserve, asserendo come durante l’esercizio provvisorio non siano di fatto consentite nuove iniziative discrezionali e nuovi investimenti non urgenti. “Questo significa che l’esercizio provvisorio reca in sé una forte limitazione in quanto non consente l’immediata operatività dell’ente rispetto alle linee programmatiche per l’esercizio 2026” scrive la testata.
Intanto, la vicepresidente del gruppo PD alla Camera, nonché componente della Commissione Trasporti, Valentina Ghio, ha presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. ““La decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di imporre l’esercizio provvisorio dei bilanci 2026 alle Autorità di sistema portuale rappresenta un atto gravissimo, che paralizza i porti italiani e ne compromette la capacità di sviluppo proprio in una fase cruciale per la competitività del Paese” scrive la parlamentare, aggiungendo: “Con la limitazione della spesa mensile a un dodicesimo degli stanziamenti previsti per ciascun capitolo viene di fatto impedito alle Autorità portuali di realizzare investimenti, avviare nuove opere, bandire gare e attuare le strategie di medio e lungo periodo già approvate nei bilanci. È una compressione senza precedenti dell’autonomia e della funzione di questi enti”.