Un solo giorno di vita. Tanto è durata l’operazione “Project Freedom”, l’iniziativa lanciata da Donald Trump per garantire il transito sicuro nello Stretto di Hormuz.
Con un annuncio a sorpresa su Turth Social, il Presidente statunitense ha congelato il piano, riportando l’industria marittima globale in un limbo di incertezza.
Secondo Trump, lo stop sarebbe arrivato su esplicita richiesta del Pakistan e di altri alleati regionali. Il Tycoon ha rivendicato “tremendi successi militari” nella campagna di pressione contro l’Iran, sostenendo che Washington sarebbe ormai prossima a un “accordo completo e finale” con Teheran. Nonostante l’apertura diplomatica, il pugno di ferro rimane: il blocco navale contro le imbarcazioni legate all’Iran resterà in vigore finché i negoziati non porteranno a una firma definitiva.
Lo stop al Project Freedom arriva a poche ore di distanza dall’ennesimo attacco nello Stretto di Hormuz. A pagare le conseguenze di un clima da guerriglia navale è stata questa volta una portacontainer della CMA CGM, la San Antonio, da 2800 TEU di capacità, che è stata colpita da un missile. Diversi membri dell’equipaggio hanno riportato ferite.
La reazione degli addetti ai lavori alla nuova inversione di marcia americana è stata piuttosto gelida. Nonostante le rassicurazioni del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, che aveva definito le rotte nuovamente “libere” dopo il transito scortato di due mercantili, la realtà dei fatti descrive uno scenario opposto: i dati sui traffici mostrano uno Stretto deserto per tutta la giornata di martedì, con zero transiti commerciali registrati.
Per le compagnie di navigazione, la parola d’ordine è cautela. Prevale l’atteggiamento del “wait and see”, una strategia attendista che rischia di rallentare la normalizzazione dell’area anche nel caso di una futura intesa diplomatica.
Mentre gli Stati Uniti arretrano, l’Iran accelera nel consolidamento del proprio controllo sulla regione. In un post pubblicato su Linkedin, il ceo di Vespucci Maritime, Lars Jensen, avverte che Teheran sta definendo un protocollo formale per il transito sicuro attraverso lo Stretto: le navi intenzionate a varcare lo Stretto dovranno ora interfacciarsi con le autorità iraniane per ottenere regole e regolamenti via email.
Non si tratta solo di burocrazia, ma di una vera e propria manovra politica: il progetto di legge in discussione al Parlamento iraniano punta a istituire un sistema di pedaggio obbligatorio e il divieto assoluto di passaggio per qualsiasi imbarcazione legata agli interessi di Stati Uniti o Israele.