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I costi della crisi

Gearbulk rinegozia i noli charter

di Redazione Port News

Gearbulk vuole rinegoziare i contratti di impiego delle navi bulker prese a nolo dagli armatori giapponesi.

L’operatore marittimo specializzato nel trasporto di rinfuse e general cargo (in legname, tubi di acciaio, minerali non ferrosi e granito) lo ha annunciato in un comunicato stampa, spiegando come la crisi economica conseguente alla diffusione del Coronavirus abbia reso necessaria e improcrastinabile una nuova rinegoziazione delle rate per il noleggio a lungo termine delle navi. I costi, secondo la società, non sarebbero più sostenibili.

“Nessuno è immune agli effetti negativi di questa disruption – ha detto il chairman di Gearbulk, Kristian Jebsen – il trade dovrà presto rivedere i propri modelli di business: la crisi va ad aggravare una situazione internazionale già difficile: dobbiamo decidere se adattarci velocemente alle nuove esigenze di mercato o morire lentamente”.

La compagnia ha inoltre dichiarato che ha intenzione di sviluppare un programma di riduzione dei costi e di ristrutturazione della macchina organizzativa.  Il gruppo vuole rifinanziare la propria esposizione bancaria anche attraverso la cessione, con patto di locazione, di molte sue navi.

Fondata nel 1968 Gearbulk opera una flotta di 70 open hatch general cargo che è commercialmente operata da G2 Ocean pool, la joint venture con sede a Bergen, in Norvegia, composta dagli armamenti di Gearbulk e Grieg Star.

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