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Analisi di Banchero Costa

Il Giappone viaggia a tutto carbone

di Redazione

Il mercato del carbone resiste alla crisi e comincia a crescere nei paesi asiatici. Nonostante la depressione della domanda innescata dal Coronavirus e dalle misure di lockdown attivate nei vari Paesi del globo, il primo trimestre dell’anno si è chiuso con una crescita netta delle importazioni di coal in paesi come la Cina (+14,1%), l’India (+7,1%) e il Giappone (+3,4%).

A certificarlo è la società di brokeraggio marittimo, Banchero Costa, che nel suo ultimo weekly report sul dry bulk, spiega in particolare come nei primi tre mesi dell’anno Tokyo sia arrivato a importare 44,8 milioni di tonnellate di merce, di cui almeno 18 milioni di tonnellate di coke e oltre 23 milioni di carbone termico. I principali paesi da cui il Giappone ha importato il combustibile fossile sono l’Australia (che rappresenta il 61% dell’import complessivo) e l’Indonesia (19%)

Nel 2019, l’impero del sol levante ha importato complessivamente 169,2 milioni di tonnellate di carbone.

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