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Cantieristica e ambiente

Gli scrubber tengono a galla Mitsubishi

di Redazione Port News

La crisi economica innescata dalla diffusione della pandemia non ha frenato le attività negli stabilimenti di Mitsubishi Shipbuilding, che negli otto mesi trascorsi hanno continuato a lavorare grazie agli interventi di retrofit programmati su 22 portacontainer, cinque delle quali con una capacità di 20.000 TEU.

L’introduzione, a gennaio del 2020, dei vincoli IMO sull’uso del fuel allo 0,5% del tenore di zolfo ha infatti obbligato molti armatori a ricorrere agli scrubber, valida alternativa al very low sulphur fuel oil (VLSFO) per chi voglia continuare a usare il carburante tradizionale senza con ciò violare le nuove norme.

DNV GL stima che nel 2019 la flotta di navi dotate di scrubber, o su cui sono stati programmati interventi di retrofit, abbia toccato quota 4.341 unità, 732 in più rispetto al 2018. Per i prossimi tre anni non viene però previsto un incremento altrettanto significativo di navi scrubber fitted: la flotta non dovrebbe superare le 4.500 unità.

I cantieri giapponesi hanno anche concluso retrofit su due VLCC da 300.000 tonnellate dwt e su due LPG carrier.

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