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Eccesso di offerta

GNL: noli spot in diminuzione per le gasiere

di Redazione Port News

Con la domanda di trasporto marittimo che ristagna a causa del coronavirus e i depositi pieni di prodotto ottenuto a prezzi competitivi, il mercato del Gas Naturale Liquefatto si trova a patire un eccesso di offerta.

Sulla base dei dati forniti dal Baltic Exchange, dall’inizio del mese i noli spot per la gas carrier da 160.000 metri cubi si sono praticamente dimezzati passando dai quasi 40 mila dollari al giorno nella prima settimana di marzo agli attuali 19.783 dollari al giorno per un round voyage da Gladstone (Australia) a Tokyo.

Cleaves Securities parla di rate spot diminuite in media del 10% rispetto alla scorsa settimana, a 32 mila dollari al giorno.

Il secondo trimestre dell’anno potrebbe insomma rivelarsi piuttosto problematico per gli operatori. D’altra parte diversi esperti sottolineano come il crollo della domanda generato dal lockdown stia spingendo molti trader a fare il pieno di forniture a basso costo e a riempire i siti di stoccaggio per provare poi, di qui a qualche settimana, a rivendere il prodotto a prezzi più alti.

E’ difficile ipotizzare però che per il settore possano replicarsi le dinamiche già viste sul mercato del greggio, dove le rate di nolo delle VLCC sono schizzate alle stelle perché gli investitori hanno cominciato a utilizzare un numero sempre maggiore di petroliere per conservare il petrolio.

Le procedure di conservazione del gas allo stato liquido sono infatti molto complesse e richiedono che il GNL non possa essere stoccato in mare per un periodo troppo lungo. Più facile ipotizzare, invece, la possibilità che le navi navighino a velocità ridotte, se non ridottissime (slow steaming), nella speranza di raggiungere i mercati di destinazione in un momento congiunturale favorevole.

D’altronde, le rate spot in questo segmento sono molto volatili, per via, soprattutto, della dimensione della flotta, che è principalmente utilizzata nei contratti a lungo termine.

Da questo punto di vista, l’aumento della capacità di liquefazione prevista nel 2020 potrebbe contribuire a stabilizzare il mercato sul fronte della domanda. Secondo quanto risulta a Lloyd’s List Intelligence, anche gli armatori hanno piazzato nel 2020 nuovi ordini per un totale di 39 consegne. La flotta continuerà a crescere anche nel 2021 e 2022, quando verranno schedulate le consegne di rispettivamente circa 55 e 25 nuove unità.

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