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Affari stellari

Greggio: i trader ballano il Contango

di Redazione Port News

Il prezzo del petrolio in caduta libera sta ormai facendo storia. Con le quotazioni del WTI  e quelle del Brent che continuano a far registrare costanti flessioni, i valori del greggio sono ormai precipitati a livelli che non si vedevano dal lontano 1999.

La depressione dei consumi innescata dal Coronavirus ha portato a un calo della domanda generalizzata di greggio. Che però è finito al centro di una serie di operazioni speculative.

Colpa del contango, ovvero della condizione di mercato che vede i prezzi di una commodity assai più elevati in futuro rispetto al presente. Come spiegato dal broker Ennio Palmesino in una intervista rilasciata su Port News, acquistare greggio a basso costo è diventato un affare per ogni tipo di speculatore.

Con il mercato in super-contango, il ruolo dello stoccaggio è diventato fondamentale: comprare oggi vuol dire innanzitutto preoccuparsi di tenere l’olio in storage per un certo periodo di tempo e vendere domani provando a fissare un prezzo più alto nel mercato dei futures. Dopo aver riempito gli stoccaggi sottoterra, i trader hanno ora cominciato a riempire quelli galleggianti.

Come chiarito da LLoyd’s Intelligence, lo spread tra il prezzo spot odierno e quello del future (tra sei o 12 mesi) è oggi talmente ampio da consentire agli speculatori non soltanto di coprire i costi di stoccaggio ma anche di ottenere ritorni sostanziosi.

La società di analisi fa un esempio abbastanza semplice e prende a riferimento il greggio Brent, che è prezzato nel mezzo del Mare del Nord, dove lo stoccaggio delle petroliere è ampio e accessibile.

Atteso un cargo in stoccaggio di 2 milioni di barili, e considerato un prezzo spot odierno del greggio di 20 dollari (front month), le previsioni sul prezzo del petrolio di qui a sei mesi potrebbero attestarsi attorno ai 33,6 dollari al barile (a 37,11 dollari tra 12 mesi).

Lo spread di 13,19 dollari a barile per i contratti Brent con scadenza tra giugno e novembre potrebbe portare in dote al trader un profitto finale di quasi 17 milioni di dollari. A questo risultato si arriva sottraendo al valore che il cargo avrà nella parte alta della curva (66,8 milioni di dollari) i costi complessivi (quelli relativi al valore carico, pari a 40,4 milioni di dollari, e quelli di stoccaggio, pari a quasi 10 milioni di dollari).

Molte petroliere, specie le più grosse, sono diventate dei veri e propri depositi galleggianti: come spiega Lloyd’s Intelligence, 160 milioni di barili sono oggi stoccati a bordo di 110 tanker.  Una flotta, questa, che include 56 VLCC (very large crude carrier).