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I sindacati: "A rischio 900 posti di lavoro con la cessione ad Hapag Lloyd"

I lavoratori di ZIM proclamano lo sciopero

di Redazione

Potrebbe avere pesanti ricadute sociali l’accordo tra Hapag Lloyd e ZIM. Circa 800 dipendenti della compagnia di navigazione israeliana hanno aderito all’astensione dal lavoro, sospendendo le attività operative già dal giorno successivo all’annuncio della vendita.

Al centro della protesta, nata in seno al Comitato dei lavoratori di ZIM, il sospetto che la profonda riorganizzazione della compagnia israeliana possa portare all’esubero di circa il 90% della forza lavoro oggi impiegata presso la società armatoriale.

Secondo le stime sindacali, infatti, la New ZIM, la nuova entità affidata al Fondo di investimento israeliano FIMI e a cui verrà attribuita la parte delle attività legate ai collegamenti diretti con Israele, avrebbe bisogno soltanto di 120 dipendenti per operare. Ne deriverebbe una possibile eccedenza di 900 posti di lavoro su un organico di mille persone.

In attesa di un confronto con i vertici aziendali di Hapag Lloyd, le sigle sindacali hanno pertanto bloccato le attività di carico e scarico della merce nei porti di Ashdod e Haifa.

Il vettore tedesco ha dichiarato che tutti i dirigenti e il personale del quartier generale di Zim manterranno il posto una volta conclusa l’operazione. La società ha inoltre indicato la disponibilità a negoziare in buona fede con i rappresentanti dei lavoratori