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Market Report

Il mercato tanker sfida le tensioni a Hormuz

di Redazione

Il 2026 è iniziato all’insegna della turbolenza per il mercato delle navi cisterna.

I titoli azionari del settore hanno registrato un forte rialzo nei primi due mesi dell’anno, spinti dall’aumento dell’offerta di petrolio, da una robusta attività di stoccaggio e da un corrispondente aumento dei noli. Il Baltic Dirty Tanker Index e il Baltic Clean Tanker Index, i due indici principali pubblicati dal Baltic Exchange per monitorare l’andamento dei costi del trasporto marittimo di petrolio e derivati, sono cresciuti rispettivamente del 177,0% e del 175,3% da inizio anno.

Nel suo ultimo report, Drewry sottolinea come a marzo il conflitto tra l’Iran e gli USA abbia portato a una breve correzione di rotta dovuta alle aspettative del mercato di un aumento dei prezzi del greggio e alle restrizioni alle esportazioni che avrebbero penalizzato il commercio via tanker; tuttavia, il sentiment si è ripreso rapidamente quando l’Iran ha permesso a selezionate navi battenti bandiera di transitare nello Stretto di Hormuz.

La società di analisi evidenzia come gli indici azionari specializzati, il Drewry Crude Tanker Equity Index (DCTEI) e il Drewry Product Tanker Equity Index (DPTEI), creati per misurare le performance finanziarie delle società armatoriali quotate in borsa, abbiano guadagnato rispettivamente il 50,7% e il 51,7% da inizio anno.

I noli sono aumentati vertiginosamente in tutti i segmenti delle petroliere. Le VLCC sono quelle che hanno maggiormente beneficiato del nuovo clima di mercato, grazie a tassi di nolo che si stanno mantenendo su livelli medio-alti anche per via della limitata capacità disponibile sul mercato e della limitata consegna di nuove navi.

Anche i tassi delle Suezmax sono ai massimi, mentre i tassi di nolo per le Aframax rimangono ben sostenuti, spinti dal mutamento dei flussi commerciali, in particolare dall’aumento delle esportazioni venezuelane a seguito dell’allentamento delle sanzioni, nonché da un’impennata delle esportazioni tra Canada e Asia dopo il raddoppio del TMX (Trans Mountain Expansion), l’oleodotto esistente che trasporta petrolio dal Canada verso la costa del Pacifico per l’esportazione.

In un contesto di previsioni solide per il mercato delle navi cisterna addette al trasporto di greggio, nuovi attori si stanno stabilendo in modo aggressivo sul mercato.

Sinokor, attraverso la sua joint venture con MSC, ha acquisito oltre 50 navi di seconda mano e sta aggiungendo ulteriore capacità tramite noleggi a tempo (time charter). Drewry sottolinea come la compagnia di navigazione sudcoreana abbia finanziato la propria espansione nel segmento tanker con le risorse disinvestite dal business dei container, che si aggirano attorno ai 2,5-3 miliardi di dollari.

Il netto rialzo dei noli (spot rates) negli ultimi mesi ha anche guidato l’impennata dei valori dell’usato, riflettendo una domanda più forte di tonnellaggio. Il valore di una VLCC di 5 anni è stato valutato 140 milioni di dollari alla fine di marzo 2026 (rispetto ai 119 milioni di dollari di dicembre 2025). Allo stesso modo, i valori degli asset per le navi cisterna di prodotti derivati si sono rafforzati, con i valori delle LR2 in crescita del 18,3% nello stesso periodo.

Le curve degli FFA (Freight Forward Agreements, ovvero i contratti derivati finanziari utilizzati nel settore marittimo per proteggersi dal rischio di oscillazione dei prezzi dei noli) indicano però un netto calo dei noli oltre il secondo trimestre del 2026, implicando che gli attuali livelli elevati siano probabilmente insostenibili nel lungo periodo, essendo in gran parte guidati dalle perturbazioni geopolitiche.

Un’ulteriore escalation in Medio Oriente potrebbe interrompere materialmente i flussi commerciali, poiché i prezzi più elevati del petrolio potrebbero spingere i Paesi a fare maggiore affidamento sulle riserve interne e a limitare le esportazioni.

D’altra parte, secondo diversi esperti, una chiusura prolungata dello Stretto potrebbe rappresentare due aspetti negativi per i noli delle petroliere: aumenta la probabilità di una drastica riduzione della domanda su vasta scala e incrementa la concorrenza per i carichi nell’Atlantico. Molte petroliere hanno infatti deciso di spostarsi verso il bacino dell’Atlantico in attesa di una auspicata ripresa del mercato nel Golfo del Medio.

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