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Dall'UNCTAD l'ultimo aggiornamento sul Liner Shipping Connectivity Index

Italia ben inserita nel network delle linee container

di Redazione

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha diffuso l’ultimo aggiornamento relativo al terzo trimestre del 2025 del Liner Shipping Connectivity Index (Lsci), l’indice che monitora il grado di integrazione delle nazioni nella rete mondiale dei servizi di trasporto marittimo containerizzato.

L’Italia mantiene un trend tutto sommato stabile, con un indice di 289,88 punti e incremento di appena 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. il Bel Paese si piazza al quinto posto europeo, alle spalle di Spagna (421,13), Olanda (378,71), Belgio (con un indice di 344,03) e Germania (323,26), e davanti a Francia (261,28), Grecia (176,23), Malta (110,56), , Slovenia (77,16) e Croazia (62,53).

L’indice stilato dall’UNCTAD, fissato a 100 relativamente al valore medio della connettività del Paese nel primo trimestre del 2023, prende in considerazione sei fattori: la capacità annuale di movimentazione dei container della nazionale, il numero dei servizi di linea regolari da e per la nazione, il numero degli scali programmati settimanalmente nella nazione, il numero di altri paesi collegati alla nazione tramite servizi di linea diretti (che non richiedono operazioni di transhipment), la capacità di stiva della portacontainer più grande impiegata nei servizi da e per la nazione, il numero delle compagnie di navigazione impiegate nei servizi che scalano la nazione.

La stessa analisi riferita al livello di integrazione dei porti nelle rete mondiali dei servizi marittimi containerizzati, il Port Liner Shipping Connectivity Index (PLSCI), mette in evidenza le ottime performance fatte registrare dai porti asiatici e in particolare di Shanghai, Ningbo-Zhoushan e Singapore, in cima a questa speciale classifica, con un indice di connettività di rispettivamente 2403, 2028 e 1822 punti.

Tutti e quattro i porti hanno fatto registrare una crescita sostanziale tra il 2006 e il 2025. Nella top five anche Pusan (1659) e Qingdao (1364). “Nonostante le interruzioni, tra cui la congestione portuale, la pandemia di COVID-19 e l’evoluzione degli schemi commerciali, questi porti hanno costantemente migliorato le loro prestazioni nel tempo. La loro resilienza riflette investimenti costanti in infrastrutture portuali, sistemi digitali e integrazione intermodale, che hanno rafforzato il loro ruolo nelle reti marittime globali e consentito una crescita continua della connettività del trasporto marittimo di linea” scrivono gli analisi della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo.

Tra i porti italiani Genova risulta essere quello maggiormente connesso con riferimento al trasporto via mare dei carichi containerizzati. Lo scalo portuale ligure ha infatti un indice di 427,07, con un decremento dello 0,87% rispetto al secondo trimestre del 2025 e un incremento del 3,7% su base annuale.

Seconda posizione per il porto di Gioia Tauro, con un indice di 328,06 (+2,15% su base trimestrale, +3,8% su base annuale). Al terzo posto La Spezia con un indice di 267,71 (-3,4% rispetto al secondo trimestre; +2% su base annuale).

Seguono i porti di Salerno (indice 212,82; +2,97% su base trimestrale e +13,12% su base annuale), Trieste (indice 153,75; +0,3% su base trimestrale e -1,48% rispetto al terzo trimestre del 2024), Livorno (indice 152,85; +3,7% su base trimestrale e -8,8% su base annuale%), Vado Ligure (indice 141,31; -0,02% e +61%), Napoli (indice 136,3 ; +0,04% e +3,78%), Venezia (indice 117,5; +5,61% e +4,45%), Ravenna (indice 97,69; -0,75% e +14,8%), Civitavecchia (indice 82,28; +0,18% e -4,19%), Ancona (indice 77,29; -0,62% e +0,89%),Cagliari (indice 34,47; +24,31% in entrambi i casi), Taranto (indice 27,38; -0,14% e +28%) e Marina di Carrara (indice 26,54; stabile rispetto al trimestre precedente e allo stesso periodo del 2024).

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