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Uno tsunami nel mercato petrolifero

Crac Hin Leong: banche esposte

di Redazione Port News

Il fallimento del trader petrolifero Hin Leong Trading, avvenuto una settimana fa, stra creando uno tsunami nel mercato petrolifero mondiale e rischia di pesare come un macigno sui conti delle banche di Singapore e Hong Kong. Che ora si stanno facendo avanti per reclamare le spoglie rimaste e con esse i milioni di barili di greggio depositati nei vari terminal o nelle petroliere di proprietà dell’impresa.

Hin Leong deve un totale di 3,85 miliardi di dollari a ben 23 banche. Il 25 aprile scorso il fondatore dell’impero petrolifero, Lim Oon Kuin, ha ammesso di aver nascosto 800 milioni di dollari in perdite di futures petroliferi. La polizia di Singapore ha aperto un’indagine.

Tra le banche più esposte risultano HSBC, mentre i tre maggiori finanziatori di Singapore, Dbs Group, Ocbc Bank e United Overseas Bank, sarebbero debitori di un totale di 680 milioni di dollari.

Hin Leong possiede il 41% di Universal Terminal, il più grande petroleum storage terminal della città-Stato, con una capacità di stoccaggio di 2,3 milioni di metri cubi di greggio. La sua filiale marittima, Ocean Tankers, possiede una flotta di cento tanker, di cui 14 VLCC (very large crude carrier). A bordo delle navi c’è una quantità di greggio depositato e attualmente non consegnato per un valore complessivo di 600 milioni di dollari.

Uno delle prime società di servizi bancari e finanziari a essersi fatta avanti è  ICICI Bank Limited, che ha chiesto il sequestro di due VLCC operate da Ocean Tankers – Chang Bai San and Wu Yi San – a bordo delle quali è attualmente stoccata una quantità di greggio per un valore complessivo di 70,6 milioni di dollari.

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