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La battaglia in difesa dei marittimi

Onorato contro l’autoproduzione

di Redazione Port News

Fermare la miscela esplosiva dell’autoproduzione e lo sfruttamento dei marittimi spesso sottopagati. E’ questo il nuovo fronte della battaglia che Vincenzo Onorato sta conducendo a difesa del lavoro.

In occasione della cerimonia per la partenza da Genova del viaggio inaugurale della Maria Grazia Onorato, nave ro-ro tra le più grandi del Mediterraneo e nuova ammiraglia del gruppo, che sulla fiancata porta la scritta “Onorato per i marittimi italiani”, il numero uno di Moby e Tirrenia ha sottolineato che la «globalizzazione sui mari è diventata la globalizzazione della miseria. I marittimi extracomunitaria vengono pagati 200 o 300 dollari al mese, mentre i nostri marittimi restano a casa a fare la fame».

«Quello che io non capisco è come mai nel porto più importante e congestionato d’Italia si sia passati da 6mila a circa mille lavoratori della compagnia portuale. E con questa prospettiva dell’autoproduzione diventeranno 200 o 300» ha poi affermato.

«Cerchiamo di non essere ipocriti: se vogliamo fare fuori tutto, i marittimi italiani e le compagnie portuali, nell’alto nome della speculazione armatoriale almeno si abbia la dignità e il coraggio di dirlo apertamente. Se così, invece, non deve essere, ci vuole una risposta politica forte e certa, che riporti Genova non solo nella centralità dei traffici marittimi del Mediterraneo, ma soprattutto che questa centralità ridia un tono e una sostanza vera in termini di occupazione».

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