Il trade tra l’Europa e l’Estremo Oriente rimane di gran lunga quello maggiormente battuto dalle compagnie di navigazione attive nel trasporto marittimo di container.
Lo riporta Alphaliner, sottolineando come questa rotta sia riuscita ad assorbire la maggior parte della nuova capacità di stiva dispiegata a livello globale dai liner negli ultimi 12 mesi.
Considerando che la capacità globale è aumentata dell’8,9% (di 2,62 mln di TEU) nell’ultimo anno, raggiungendo quota 32,1 milioni di TEU, le rotte che collegano il Vecchio Continente al Far East hanno visto la capacità offerta aumentare dell’11,7% su base annua. In sostanza, sono stati aggiunti alla flotta 817.000 TEU, ovvero il 31% di tutta la nuova capacità aggiunta a livello globale da maggio 2024.
Se si confrontano i dati di maggio 2025 e maggio 2023 per questo commercio, l’aumento della capacità si attesta a un impressionante 40,8%. Ciò è ovviamente dovuto alla crisi del Mar Rosso e alla deviazione delle navi intorno al Capo di Buona Speranza.
In soli due anni i vettori hanno aggiunto 2,26 milioni di TEU di capacità extra tra l’Estremo Oriente e l’Europa, portando la flotta totale su questa rotta a 7,8 milioni di TEU.
In sostanza, il 24,4% della flotta globale è oggi impiegato in questo trade, che rimane la più importante rotta per la flotta di linea.
Il trade che ha fatto però registrare la maggiore crescita percentuale è quello legato ai servizi di linea con l’America Latina. Negli ultimi 12 mesi sono stati aggiunti a queste rotte 606.500 TEU, con una crescita della flotta del 15,6%.
Il mese scorso, il 14% della flotta globale di container è stato utilizzato in servizi da e per l’America Latina.