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Terminal automatizzati

Portuali a rischio estinzione

di Redazione Port News

Scaricatori portuali e gruisti a rischio estinzione: entro il 2040 saranno professioni del tutto obsolete. A lanciare il grido di allarme è stato il segretario generale della International Transport Workers’ Federation Stephen Cotton. In occasione della presentazione di uno studio approfondito sul tema realizzato dalla World Maritime University, ha infatti denunciato come le nuove tecnologie stiano spingendo i terminal portuali ad automatizzare la maggior parte delle attività portuali.

Per Cotton servono più investimenti nella formazione: «Tra dieci, quindici anni avremo porti completamente automatizzati» ha dichiarato. «Per molti lavoratori si porrà il problema di una riconversione delle proprie competenze per rispondere positivamente alla diffusione delle nuove tecnologie e all’automatizzazione dei processi lavorativi».

Anche i lavoratori mediamente qualificati, come i marittimi e gli heavy truck driver, rischiano di sparire dai radar a causa della digitalizzazione, mentre il rischio si abbassa notevolmente per chi è impiegato negli uffici amministrativi: i cosiddetti white collar, insomma, sopravvivranno all’epoca battezzata con il nome di Industria 4.0 in quanto a rischiare il posto sarà soltanto il 2% del totale.

Pochi o tanti che siano quelli che domani potrebbero non avere più un lavoro, per la segretaria generale dell’International Maritime Organization Kitack Lim, il problema resta comunque reale: «Gli Stati membri e l’industria devono anticipare l’impatto che questi cambiamenti avranno sul mondo del lavoro portuale». Come? «Regolamentando l’uso delle nuove tecnologie, è questa la strada da percorrere» ha concluso.

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