News

Clamorosa sentenza del tribunale di Genova

Le Autorità Portuali sono imprese

di Redazione Port News

«Le Autorità Portuali sono da considerarsi imprese ai fini della normativa anti-trust», a scriverlo è il Tribunale di Genova in una recente sentenza (la n.1016/2019 dell’11 aprile scorso) relativa a un procedimento che vedeva opposte l’Autorità portuale di Genova e C.Steinweg-GMT (Genova Metal Terminal).

I giudici si rifanno a un precedente illustre (una sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite con cui è stata riconosciuta la natura di impresa dell’Agenzia del Territorio rispetto all’attività di fornitura di servizi, consulenze e collaborazioni a terzi) per riconoscere che «la nozione di impresa, nell’ambito del diritto comunitario della concorrenza abbraccia qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, a prescindere dal suo status giuridico e dalle modalità di finanziamento».

Questa impostazione (per altro già seguita dalla Corte di Giustizia dell’UE) porta il tribunale a dire che il concetto di impresa è «una nozione per certi aspetti più economica che giuridica, o almeno non giuridico-formale, nei senso che la sua essenziale connotazione risiede nell’esercizio organizzato e durevole di un’attività economica sul mercato, a prescindere dal modo in cui i singoli ordinamenti nazionali definiscono l’ente o la persona fisica alla quale la suddetta attività economica fa capo».

In poche parole, il fatto che le Authority siano enti pubblici non economici non risulta rilevante ai fini della definizione del tipo di attività che esse svolgono.  Quel che conta, cioè, è che si tratti di un’attività economica consistente nell’offerta di beni o servizi sul mercato da cui esuli l’esercizio di un potere d’imperio.

Accertata quindi l’irrilevanza della qualifica di ente pubblico in base all’ordinamento nazionale, occorre verificare se Autorità Portuale svolga attività che possa definirsi come “attività economica”:

«Va evidenziato a tal fine “che la circostanza che un ente disponga, per l’esercizio di una parte delle proprie attività, di prerogative dei pubblici poteri non impedisce, di per sé sola, di qualificarlo come impresa ai sensi del diritto comunitario della concorrenza per il resto delle sue attività economiche. Infatti, la qualificazione come attività rientrante nell’esercizio dei pubblici poteri o come attività economica dev’essere effettuata separatamente per ogni attività esercitata da un dato ente».

Il tribunale si richiama inoltre all’orientamento ormai consolidato della Commissione Europea e alla recente decisione di avviare una indagine a carico dell’Italia in merito alla mancata assoggettazione all’imposta sul reddito delle attività economiche svolte dai porti: «lo sfruttamento commerciale di infrastrutture portuali e la costruzione di simili infrastrutture ai fini di sfruttamento commerciale costituiscono attività economiche e più precisamente è stato ritenuto che le Autorità Portuali esercitino attività economica in quanto “rilasciano concessioni o autorizzazioni (uso di un bene dietro pagamento di un canone) a imprese (generalmente) private per l’impiego commerciale del bene (infrastruttura portuale di base) e la fornitura di servizi ( ad esempio carico, scarico, pilotaggio, traino) a compagnie di navigazione».

Torna su