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Via libera dall'Antitrust

Livorno, intesa Neri-Moby sulla Darsena Uno

di Redazione

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha approvato l’operazione che porta Fratelli Neri e la Compagnia Impresa Lavoratori Portuali (Cilp) ad acquisire il 66,67% di Terminal Marittimo Livorno (Tml), società costituita nel gennaio 2026 da Livorno Terminal Marittimo Autostrade del Mare (Ltm), del gruppo Moby.

A dare per primo la notizia è stato shippingitaly, citando l’ultimo bollettino settimanale dell’Antitrust.

Al centro di tutta la partita c’è la gestione della Darsena Uno del porto di Livorno. Parliamo di un’area strategica da quasi 88.000 metri quadrati – che include le banchine operative Tripoli, Assab, Gondar, Addis Abeba, Neghelli e Bengasi – dedicata soprattutto al traffico delle Autostrade del mare, cioè alla sosta e al movimento di trailer e semirimorchi (il cosiddetto traffico ro-ro). Al momento Ltm lavora qui grazie a un’occupazione temporanea di dodici mesi che scadrà il prossimo 31 dicembre, in attesa che l’Autorità di Sistema Portuale assegni la nuova concessione pluriennale.

L’accordo si svilupperà in due passaggi: prima Ltm girerà a Tml le attività della Darsena Uno, poi lancerà un aumento di capitale riservato proprio a Fratelli Neri e Cilp. Alla fine dei giochi, queste ultime avranno in mano i due terzi della società (66,67%), lasciando a Ltm il restante 33,33%.

Ma chi c’è dietro ai protagonisti dell’accordo? Fratelli Neri è la cassaforte del gruppo di famiglia per tutto ciò che riguarda banchine, rimorchiatori e cantieri, e a Livorno è già di casa con Sintermar e Sintermar Darsena Toscana. Cilp, dal canto suo, gestisce già altre banchine in porto con una concessione fino al 2031 per muovere cellulosa, auto nuove e container.

Anche se sulla carta Cilp è divisa a metà tra la Compagnia Portuale di Livorno e la Ngi (controllata dai Neri), l’Antitrust ha fatto notare un dettaglio decisivo: lo statuto prevede un meccanismo di voto (il cosiddetto casting vote) che, in caso di pareggio nelle decisioni, fa valere il doppio il voto espresso dai Neri. Ecco perché, per l’Agcm, anche Cilp è di fatto controllata dalla famiglia Neri. Mettendo insieme i pezzi del puzzle, l’Antitrust ha concluso che la nuova Tml non sarà gestita insieme a Moby, ma passerà sotto il controllo esclusivo dei Neri. A Ltm resteranno solo alcuni diritti di veto per tutelare la propria quota di minoranza.

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