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Oligopoli nel mirino

L’Ocse contro le alleanze container

di Redazione Port News

Il Block Exemption? Secondo l’Organizzazione Internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico non deve essere rinnovato. L’Ocse mette nel mirino l’esenzione che consente oggi alle compagnie di navigazione con una quota combinata di mercato inferiore al 30% di poter stringere accordi per condividere i servizi di trasporto marittimo dei container.

È stato l’International Transport Forum a redigere – per mano di Olaf Merk, Lucie Kirstein and Filip Salamitov – il report con il quale l’Ocse ha invitato l’UE a valutare attentamente l’estensione della scadenza oltre il 2020 del regolamento di esenzione.

La palla passa ora alla Commissione Europea che in vista della scadenza ha riaperto la discussione invitando gli stakeholder a fornire il proprio punto di vista.

Attualmente le principali otto compagnie del mondo si sono raggruppate in tre grandi alleanze, 2M, Ocean e The Alliance, che rappresentano l’80% di tutto il traffico container.

Sono queste alleanze, secondo l’ITF ad aver permesso di alimentare il fenomeno del gigantismo navale con «minori frequenze dei servizi di linea, scarse connessioni dirette verso i porti, peggiore affidabilità rispetto alla programmazione prevista e maggiori tempi d’attesa per le merci».

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