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Shipping e banche

L’onda lunga dei crediti deteriorati

di Redazione Port News

Il sistema bancario mondiale ha le spalle larghe ed è in grado di far fronte agli effetti della crisi pandemica. Al contempo, però, rischia l’intossicazione a causa dei troppi crediti deteriorati che potrebbe aver accumulato in questo periodo.

E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio promosso da XRTC Business Consultants, condotto tra il 10 e il 20 maggio su decine di istituti bancari di dieci paesi diversi.

La stragrande maggioranza degli ship finance provider intervistati teme una nuova ondata di NPL (Non performing loans) dopo quella che nel quadriennio horribilis, tra il 2011 e il 2014, ha travolto decine di banche, costringendole a massicce ricapitalizzazioni.

Gli istituti bancari potrebbero insomma trovarsi in pancia una nuova generazione di Prestiti non performanti (NPL) difficile da smaltire.

La perdita netta dei ricavi potrebbe quindi costringere il sistema bancario a stringere i cordoni della borsa e a limitare le possibilità di accesso al credito.

Rimangono però basse le possibilità che i finanziamenti a favore dell’armamento si riducano in modo consistente: solo un quarto degli intervistati la ritiene una conseguenza reale della crisi pandemica. “Questo è dovuto al fatto che la maggior parte della navi è oggi finanziata non dalle banche bensì da altri soggetti”, ha spiegato XRTC.

La nuova ondata di Non Performing Loans obbligherà comunque molti istituti bancari a trovare contromisure adeguate ad evitare il bagno delle perdite.