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Coronavirus e IMO 2020

Maersk: luci e ombre sul 2020

di Redazione Port News

«Le imprese cinesi stanno attualmente lavorando al 50-60% della loro capacità produttiva. Potremo aspettarci un ritorno alla piena operatività già entro la prima settimana del prossimo mese ma l’export cinese, almeno per febbraio e marzo, rimarrà debole». Il chief executive del gruppo Maersk, Søren Skou, lo afferma a margine della conferenza stampa di presentazione dei risultati contabili dell’esercizio 2019, aggiungendo di sperare in una schiarita definitiva per aprile.

La compagnia ha chiuso l’anno con ricavi pari a 38,9 miliardi di dollari, in diminuzione dello 0,9% rispetto al 2018. Risulta invece migliorato il margine operativo lordo, aumentato del 14% e attestatosi a 5,7 miliardi di dollari.

Nonostante la crescita del mercato container si sia mantenuta su livelli modesti, solo l’1,4%, la compagnia è comunque riuscita a migliorare i flussi di cassa che sono stati pari a 6,1 miliardi di dollari.

Ciò non ostante, rimangono alte le preoccupazioni per l’impatto che il Coronavirus sta avendo sul trasporto marittimo di container. Maersk ha annunciato di aver cancellato 50 partenze in più oltre a quelle che di solito vengono eliminate ogni anno per via dei festeggiamenti del Capodanno cinese.

«Ci aspettiamo con il Coronavirus una situazione non dissimile da quella della Sars, con l’unica differenza che il Covid-19 avrà una magnitudine maggiore a causa dell’accresciuta centralità della Cina sia nella Supply Chain che nell’economia globale», ha commentato Søren Skou.

Un’altra fonte di preoccupazione è rappresentata da IMO 2020 che – sottolinea Skou –  impatterà «sui prezzi del carburante e sulle tariffe per il trasporto combinato».

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