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La crisi del cambio degli equipaggi

Marittimi a rischio alienazione

di Redazione Port News

«Va trovata una soluzione al problema del cambio degli equipaggi, o domani rischieremo di trovarci senza più marittimi da imbarcare». E’ questo il grido d’allarme che Salvatore d’Amico ha lanciato ieri dagli spalti digitali di un webinar organizzato da Capital Link (10th Annual Capital Link Operational Excellence in Shipping Forum Digital Conference).

Il fleet director dell’omonima società di navigazione ha messo in guardia dalle conseguenze della crisi del coronavirus per tutto l’armamento. «Quando ci saremo messi la crisi alle spalle, molti seafarer potrebbero anche decidere di non voler riprendere il mare per non rischiare di dover rimanere per troppo tempo lontani dalle proprie case e dai propri affetti».

Insomma, il caso degli oltre 200 mila marittimi ancora oggi “bloccati” a bordo delle proprie navi, costretti a lavorare lontano da casa oltre il periodo contrattuale definito, potrebbe avere un impatto negativo per tutto il settore anche negli anni successivi.

«I rischi percepiti sono troppo alti, i marittimi stanno fuggendo dall’industria dello shipping», avverte d’Amico che ricorda come durante la Pandemia abbia ricevuto su Linkedin soltanto due domande di lavoro per le proprie cargoship.

D’Amico evidenzia come il mondo dell’armamento si sia fatto trovare impreparato ad affrontare questa crew-change crisis. Un problema sicuramente oggi più difficile da affrontare che non in passato, quando i contratti dei marittimi erano solitamente più lunghi. «Dobbiamo trovare una soluzione», ha concluso.

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