La più grave interruzione di approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale. Sono parole dure, quelle usate dall’Agenzia Internazionale dell’Energia per descrivere l’escalation del conflitto in Medio Oriente.
Nel suo Oil Market Report (OMR) pubblicato ieri pomeriggio, l’AIE ha avvertito che i flussi di greggio e prodotti raffinati attraverso lo Stretto di Hormuz sono precipitati dai circa 20 milioni di barili al giorno (mb/g) precedenti alla guerra a un semplice rivolo, con ricadute pesanti per i produttori di tutto il Golfo Persico, che sono stati costretti a interrompere l’estrazione man mano che i serbatoi di stoccaggio si riempivano e le rotte di esportazione rimanevano di fatto bloccate.
L’agenzia stima che siano già stati tagliati almeno 10 milioni di barili al giorno (mb/g) di forniture, di cui otto mb/g di greggio e 2 mb/g di condensati e liquidi di gas naturale.
Al centro della crisi c’è la chiusura quasi totale dei movimenti di navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, lo stretto punto di passaggio che normalmente convoglia circa un quinto del commercio mondiale di petrolio.
Le minacce alla sicurezza, gli attacchi alla navigazione mercantile e l’impennata dei costi assicurativi per i rischi di guerra hanno costrettoi molti armatori ad evitare il transito dalla via d’acqua.
Con i terminal di esportazione impossibilitati a caricare i carichi e i serbatoi di stoccaggio nazionali che si riempiono rapidamente, i produttori di Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Qatar hanno iniziato a ridurre drasticamente la produzione.
L’AIE prevede ora che l’offerta globale di petrolio potrebbe precipitare di 8 mb/g a marzo, con i tagli in Medio Oriente solo parzialmente compensati da una maggiore produzione dei produttori non-OPEC+, del Kazakistan e della Russia.
La crisi si sta ripercuotendo anche sui mercati globali dei carburanti. Oltre 3 mb/g di capacità di raffinazione nel Golfo sono già stati chiusi a causa degli attacchi, dei problemi di sicurezza o della mancanza di sbocchi per l’esportazione, mentre il traffico di petroliere si è arrestato.
In risposta allo shock, i paesi membri dell’AIE hanno concordato all’unanimità, l’11 marzo scorso, di rendere disponibili sul mercato 400 milioni di barili di petrolio, provenienti dalle loro riserve di emergenza. Le scorte globali di petrolio ammontano a 8,2 miliardi di barili, il livello più alto da febbraio 2021. L’OCSE ne detiene il 50%, le scorte di greggio cinesi rappresentano 15% del totale, mentre il 25% del tesoretto complessivo è “conservato” in mare, a bordo delle petroliere. Il resto è in mano ad altri paesi non OCSE.
Il conflitto impatta chiaramente anche sulla domanda di petrolio. Le diffuse cancellazioni di voli in Medio Oriente e le interruzioni su larga scala delle forniture di GPL ridurranno la domanda globale di petrolio di circa 1 mb/g nei mesi di marzo e aprile. I prezzi del petrolio più elevati e le prospettive più precarie per l’economia globale hanno spinto l’AIE a rivedere al ribasso le proprie previsioni. L’Agenzia arriva ora a ipotizzare un aumento del consumo globale di petrolio su base annuale di 640 mila barili al giorno, con un calo di 210.000 barili al giorno rispetto alle prospettive del mese scorso.
Secondo l’AIE il rilascio coordinato delle scorte di emergenza fornirà un cuscinetto significativo e prezioso. Purtroppo, in assenza di una rapida risoluzione del conflitto, si tratta pur sempre di una misura tampone.
“L’impatto finale della guerra sui mercati del petrolio e del gas e sull’economia in generale dipenderà non soltanto dall’intensità degli attacchi militari e dagli eventuali danni agli asset energetici, ma anche, in modo cruciale, dalla durata delle interruzioni della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz” afferma l’Agenzia Internazionale per l’Energia, per la quale servono con urgenza meccanismi assicurativi adeguati e una reale protezione fisica dei trasporti marittimi. “Tali misure – sottolinea – sono fondamentali per la ripresa dei flussi, che è di primaria importanza per il mercato petrolifero”.