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La sentenza del Tribunale di Milano

Moby, respinta la richiesta di fallimento

di Redazione Port News

Il Tribunale di Milano ha respinto l’istanza di fallimento che era stata presentata da un gruppo di hedge fund detentori di una quota del bond da 300 milioni di dollari emesso nel 2016 dalla società armatoriale di Onorato.

«La società convenuta – si legge nella sentenza del giudice Alida Paluchowski – non ha alcuna esposizione tributaria o previdenziale, avendo alcuni anni fa vinto un contenzioso tributario di rilievo ed ottenuto lo sgravio totale. Non risulta incapace , allo stato, di far fronte alle obbligazioni scadute, essendo recentemente rientrata nei confronti delle banche».

Resta comunque la preoccupazione per lo stato in cui verserebbe la Balena Blu. Sebbene, infatti, non vi siano le condizioni per ritenere la società prospetticamente insolvente a breve, essendo troppi gli elementi di incertezza (dalla scadenza della concessione statale per garantire i collegamenti con l’Elba e la Sardegna all’esito dell’indagine della DG Competition su eventuali ingiustificati aiuti di Stato) «è evidente però che il gruppo, e non solo la Moby, avrebbe necessità di monitoraggio e di ricorrere a strumenti di superamento di una crisi che in prospettiva ha caratteristiche importanti e che potrebbero divenire molto gravi».

«I margini operativi nascenti dal core business della società tendono a ridursi costantemente e non potendo alzare di più le tariffe, la società sino ad ora ha provveduto a vendere alcuni tra i migliori natanti», scrive il giudice, riferendosi alla tra le altre cose alla vendita ai danesi di Dfds di due fra le più moderne navi di Moby – la Aki e la Wonder, l’una del 2001 e l’altra del 2005 – in cambio dei due traghetti come King Seaways e Princess Seaways, vecchi di oltre trent’anni.

E’ stato questo il presupposto che poche settimane fa spinse i fondi di investimento a presentare istanza di fallimento, temendo infatti che la vendita dei natanti più pregiati portasse all’assottigliamento del patrimonio della società. Il giudice ha però rispedito la richiesta al mittente per carenza della condizione di fallibilità e per carenza di insolvenza attuale.

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