Scrubber montato su una nave
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IMO 2020

Nasce un’alleanza a emissioni zero

di Redazione

Sono in 18 e hanno costituito un’alleanza per sostenere e incentivare la diffusione delle tecnologie green in vista dell’introduzione del sulphur cap, ovvero  il limite dello 0,5% (rispetto all’attuale 3,5%) al contenuto di zolfo nelle emissioni delle navi stabilito dall’International Maritime Organization (IMO) e in vigore dall’1 gennaio 2020.

Nasce così la Clean Shippin Alliance 2020 e a farne parte sono giganti come Star Bulk, Oldendorff Carriers, Grimaldi, oltre a uno dei più grandi gruppi crocieristici al mondo, Carnival Corporation.

Il suo obiettivo? Puntare in modo massivo sugli scrubber, sistemi per il lavaggio dei fumi che consentono l’utilizzo di bunker ad alto tenore di zolfo HSFO (High Sulfur Fuel Oil).

Per esempio Carnival ha già fatto sapere che entro il 2020 l’80% della propria flotta sarà dotata di questa tecnologia e Star Bulk, compagnia specializzata nel settore delle rinfuse solide e del break bulk cargo, ha annunciato che monterà i depuratori sull’intera flotta (117 bulkers).

Anche Grimaldi, che ha già investito più di 100 milioni di euro sulle navi a impatto zero della controllata finlandese Finnlines, ha fatto sapere che di qui al 2022 altre 77 unità saranno equipaggiate con scrubber.

Sta di fatto che per le compagnie di navigazione la voce di costo relativa all’acquisto di carburante potrebbe aumentare sensibilmente dal 2020.

Secondo la società Wood Mackenziele, le società armatoriali saranno infatti presto obbligate a spendere 24 miliardi di dollari all’anno in più rispetto all’attuale bolletta di 100 miliardi spesi globalmente per il carburante delle navi.

Se non verranno adottate soluzioni tecnologiche come gli scrubber, i rincari potrebbero risultare addirittura superiori  a 60 miliardi

Intanto Maersk Line, MSC e CMA CGM hanno già reso nota l’intenzione di applicare, a partire dal prossimo anno, tariffe aggiuntive al nolo.

 

 

 

 

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