Finirà davanti alla Corte Suprema del Regno Unito la causa legale che vede contrapposta Hapag Lloyd a due compagnie di navigazione greche, Skyros Maritime Corp e Agios Minas Shipping, in uno scontro che nasce nel 2021 a causa della ritardata riconsegna, da parte del primo, di due portacontainer, la Skyros e l’Agios Minas, prese a noleggio rispettivamente il 20 febbraio del 2017 e il 23 marzo del 2020 e riconsegnate con due e sette giorni di ritardo rispetto a quanto pattuito.
Il punto centrale della querelle non riguarda però il ritardo in sé ma il risarcimento che le due compagnie hanno chiesto alla società armatoriale di Amburgo per la consegna ritardata.
Va infatti premesso che nel momento in cui le navi erano state riconsegnate il tasso dei noli era salito ben al di sopra delle tariffe contrattuali pattuite nell’accordo di nolo. Hapag Lloyd aveva però continuato a pagare le tariffe di noleggio ai livelli concordati anche per il periodo di ritardo, non tenendo quindi conto delle dinamiche di mercato mutate. Le due società armatoriali, che nel frattempo avevano già concordato la vendita delle navi noleggiate a terze parti, avevano di contro richiesto un risarcimento danni sostanziale, che riflettesse la differenza tra le tariffe contrattuali e quelle di mercato.
Il casus belli nasce da qui. Sulla base di una clausola compromissoria che obbliga i litiganti a risolvere le dispute tramite arbitrato, le parti avevano convenuto di rivolgersi alla London Maritime Arbitrators Association per superare l’impasse.
In estrema sintesi, Hapag Lloyd aveva sostenuto che A) che il risarcimento danni sostanzioso fosse contrario al principio fondamentale di compensazione, secondo il quale il risarcimento deve riflettere la perdita effettiva subita da chi è stato danneggiato; B) che la vendita delle navi da parte di Skyros Maritime Corp e Agios Minas Shipping, fosse un elemento cruciale per valutare la questione, dal momento che i charterer si erano già impegnati a non noleggiare più le navi per venderle, privandosi comunque della possibilità di acquisire un profitto extra di noleggio a causa del ritardo;
Skyros Maritime Corp e Agios Minas Shipping avevano invece asserito A) che l’uso della nave oltre il termine pattuito costituisse un servizio extra-contrattale, da pagare al prezzo di mercato, B) che il contratto di vendita delle navi stipulato con una terza parte (il MOA) fosse una questione privata (res inter alios acta), di cui l’arbitro non avrebbe dovuto tener conto ai fini della valutazione del caso.
L’arbitro giudiziario diede ragione alle due società armatoriali, costringendo il vettore tedesco ricorrere alla Corte d’Appello. Che però confermò la decisione arbitrale, concordando sul fatto che Hapag Lloyd dovesse comunque pagare il valore di mercato per il tempo in cui aveva trattenuto ingiustamente il bene.
Da qui la presentazione del ricorso da parte di Hapag Lloyd alla UK Supreme Court, ritenuta il foro competente della controversia perché le navi erano state noleggiate secondo il formulario NYPE (New York Produce Exchange) che abitualmente include clausole che delegano la risoluzione delle controversie alle corti inglesi.
Il supremo organo giudiziario dovrà stabilire se il caso presenti un punto di diritto di pubblico interesse generale sufficiente a giustificare l’ammissibilità del ricorso. Se il caso verrà accettato, l’udienza vera e propria si terrà probabilmente tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Se la Corte suprema confermerà la decisione della Corte d’Appello, verrà stabilito un precedente favorevole per tutti i noleggiatori: il valore di mercato diventerà infatti una sorta di tariffa minima punitiva per chi riconsegna la nave in ritardo, e ciò a prescindere dai danni reali subiti dalla ritardata riconsegna del bene noleggiato.