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L'analisi di Xeneta

Asia-Europa: noli container alle stelle

di Redazione

Covid-19: per ora a pagare il prezzo più alto della crisi sono gli esportatori nord europei, che si trovano a dover sostenere costi di nolo altissimi per trasportare un contenitore da 40 piedi verso il Far East.

A rivelarlo è la società norvegese Xeneta, che ha messo a confronto i noli offerti da diversi operatori relativamente alle tratte che collegano i principali porti del Far East con quelli dell’Europa nordoccidentale, riscontrando significative differenze tra i contratti di breve periodo (meno di 1 mese) firmati a gennaio e quelli attuali.

Tenendo a riferimento il container da 40 piedi, al 30 aprile il costo medio (la media aritmetica di tutti i noli rilevati) nei contratti di breve periodo ha toccato i 1.450 dollari, con valori praticamente raddoppiati rispetto ai livelli registrati a gennaio.

Secondo Xeneta, i caricatori si trovano in una situazione contingente difficile a causa dei numerosi blank sailing che le compagnie di navigazione hanno programmato nelle settimane scorse per contenere le perdite causate dal blocco delle attività produttive e dalla stagnazione della domanda di trasporto.

La penuria di spazi contenibili a bordo nave lungo una delle rotte principali del mercato internazionale ha di fatto portato alcuni carrier ad annunciare tariffe extra, i cossiddetti emergency space surchages (ESS), con maggiorazioni che in alcuni casi hanno raggiunto i 100 dollari a container trasportato.

Secondo diversi analisti, il peggio deve però ancora arrivare: questa settimana è infatti prevista una impennata della domanda di trasporto container nei carichi di ritorno dall’Asia, con ovvie ripercussioni sulle rate di nolo, che aumenteranno in virtù della scarsa disponibilità di stiva, oggi ferma a livelli più che dimezzati rispetto a quelli ante-crisi.

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